Solo un mese fa, lo scrittore di “Gomorra“ Roberto Saviano scriveva sulle pagine di Repubblica che Domenico Lucano, sindaco di Riace, nella Locride, “ha provato a seppellire qui, in questo pezzo di terra brulla e argillosa, un raggio di sole”. A distanza di poco più di 30 giorni, il primo cittadino è stato arrestato per immigrazione clandestina.
Lucano non ha mai nascosto di essere un “disubbidiente civile” per dimostrare che a Riace non c’erano le “criticità per gli aspetti amministrativi e organizzativi” riscontrati nel 2016 dall’ispettore del Servizio centrale del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. “Sostanzialmente” – dice Saviano nel suo articolo – “la colpa è una: il sindaco tiene i migranti oltre i tempi del progetto. Dovrebbero essere cacciati una volta finito il piano e una volta finiti i soldi. Mimmo invece non li manda via”.
Una favola, insomma, un posto quasi magico dove si vive in armonia. Ma non ci sarebbero favole se non ci fosse anche il male. E secondo la Procura di Locri e la Guardia di Finanza a personificarlo sarebbe proprio Lucano, ora ai domiciliari per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti. Secondo gli inquirenti, il primo cittadino organizzava dei matrimoni combinati tra italiani e donne straniere per farle rimanere in Italia. In uno stralcio di un audio in cui non sapeva di essere intercettato mentre parlava con la compagna si possono sentire queste frasi a proposito di una donna che dovrebbe tornare in patria visto che per tre volte non ha ottenuto il permesso di soggiorno, come riportato dall’Adnkronos: “io sono un fuorilegge, sono un fuorilegge, perché per fare la carta d’identità io dovrei avere un permesso di soggiorno in corso di validità… in più lei deve dimostrare che abita a Riace, che ha una dimora a Riace, allora io dico così, non mando neanche i vigili, mi assumo io la responsabilità e gli dico va bene, sono responsabile dei vigili… la carta d’identità, tre fotografie, all’ufficio anagrafe, la iscriviamo subito” .
Lucano racconta “il suo sistema” per poter far rimanere queste donne a Riace: “Allora, io fino ad ora la carta d’identità l’ho fatta così, li faccio immediatamente, perché sono responsabile dell’ufficio anagrafe e stato civile, come sindaco. L’impiegato che c’era prima è andato in pensione, sotto i 3.000 abitanti l’ho assunta io questa delega, quindi ho doppia valenza diciamo, sia come sindaco e soprattutto come responsabile dell’ufficio… Proprio per disattendere queste leggi balorde vado contro la legge però non è che le serve molto che ha la carta d’identità. Allora guarda qua, non andare avanti, analizziamo la sua situazione sul piano giuridico. Oggi lei è una diniegata per tre volte, lei non può fare più una commissione, non è più una ricorrente, se è come dice lei che è stata diniegata per tre volte non c’è una quarta possibilità, lei ha solo la possibilità di ritornare in Nigeria. Però… fammi andare avanti… sai qual è secondo me l’unica strada percorribile, volendo spremere le meningi? Che lei si sposi, come ha fatto Stella… Stella si è sposata con Nazareno, io sono responsabile dell’ufficio anagrafe, il matrimonio te lo faccio immediatamente… con un cittadino italiano… guarda come funziona Daniela, se lei… però dobbiamo trovare un uomo che è libero come stato civile… divorziato si… se lei si sposa a noi deve portare soltanto come richiedente asilo… almeno io non sto là a guardare se i suoi documenti sono a posto, mi fa un atto notorio dove dice che è libera di poter contrarre matrimonio e siccome è una richiedente asilo non vado ad esaminare i suoi documenti perché ovviamente uno che è in fuga dalle guerre non ha documenti con sé e mi basta una sua dichiarazione, un atto notorio… dovremmo chiedere all’ambasciata ma mi basta un’autocertificazione dove mi dice che lei è libera. Quello che invece è italiano che si vuole sposare con lei deve portare i documenti che è libero per sposarsi. Se succede questo in un giorno li sposiamo. Poi dopo mi chiede al Comune il certificato di matrimonio… va alla questura di Siderno e chiede un permesso di soggiorno per motivi familiari perché si è sposata in Italia con cittadino italiano e non gli deve portare niente… solo il certificato di matrimonio… in quel modo, dopo che lei ha il permesso di soggiorno per motivi familiari, i tre dinieghi non hanno nessun valore, è subentrata un’altra situazione civile… non solo, dopo un po’ di tempo prende anche la cittadinanza italiana”.
Salvini – che già a giugno aveva commentato le politiche pro immigrati in un video in cui sosteneva che Lucano fosse “uno zero” – ha replicato proprio a Saviano: “Accidenti, chissà cosa diranno adesso Saviano e tutti i buonisti che vorrebbero riempire l’Italia di immigrati”.
Fonti: Repubblica, Adnkronos, L’altro Corriere Tv
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