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Juncker, presidente della Commissione Ue: “Italiani, finirete come la Grecia”. La replica: “Terrorista”

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Questa manovra non s’ha da fare. Eppure è già stata approvata, almeno in teoria. Il fatto di aver portato da parte del Governo Lega-5 Stelle il rapporto deficit/Pil al 2,4% ha sicuramente reso felice il vicepremier Luigi Di Maio – principale sostenitore di un innalzamento del rapporto deficit/Pil  Def – e un po’ meno l’Europa. Anzi, a dirla tutta l’UE è piuttosto imbufalita con l’Italia.

Inutile dire quale sia la pressione a cui è sottoposto il Ministro dell’Economia Giovanni Tria per la presentazione del documento, che in realtà doveva già essere chiuso da giorni. Entro il 15 ottobre si dovrà presentare in Europa la manovra e certamente più tempo passa, più questo alimenta l’incertezza dei mercati e di quanto sia difficile far quadrare i conti. Il Ministro dell’Economia infatti era entrato al Consiglio dei Ministri con l’idea di portare al tavolo 1,9% come rapporto deficit/Pil. Ne è uscito con un accordo solo verbale del 2,4% per tre anni.

 

 

 

Come dicevamo un vero rompicapo, quello di trovare i fondi necessari per coprire il reddito di cittadinanza e i fondi pensione, che fa scattare l’allarme rosso a Bruxelles. E’ proprio il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker ad essere il più duro; durante un evento in Germania ha infatti abbandonando ogni prudenza dicendo che l’Italia potrebbe essere la nuova Grecia e addirittura “la fine dell’euro”. Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha risposto:”In   Italia nessuno si beve le minacce di Juncker”, mentre il Ministro Tria ha aggiunto: “Non ci sarà alcuna fine dell’euro”, anzi si dice sicuro degli esiti positivi della manovra. Lo stesso ministro ha ammesso che il deficit al 2,4% “non corrisponde esattamente ad alcune regole europee, ma fa parte della normale dinamica europea” perché “è sempre accaduto a molti Paesi nel corso degli ultimi decenni” e “se andiamo a vedere il numero di Paesi, che sono in regola con tutte le regole europee, sono pochissimi”.  Anche Luigi Di Maio ha detto la propria, accusando la Commissione Ue di “terrorismo” per agitare i mercati. Quel che è certo, comunque, è che l’accordo del Governo abbia fatto saltare la fiducia  dei fondi internazionali che avevano creduto nelle rassicurazioni di Tria tra agosto e settembre.

Visto che con queste percentuali si fanno previsioni apocalittiche, quindi, c’è da chiedersi come avrebbero accolto quelli di Bruxelles la proposta che fece Matteo Renzi un anno fa, ovvero il deficit/Pil a 2,9% per 5 anni.