Home Politica Estera L’Unione Africana parla come la Commissione Europea: “Salvini ci ha offesi”

L’Unione Africana parla come la Commissione Europea: “Salvini ci ha offesi”

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Non voglio che la migliore gioventù dell’Africa sia resa schiava dall’Europa” una frase inequivocabile, che qualcuno è riuscito a fraintendere. Certo, chi l’ha pronunciata è Matteo Salvini, il 14 settembre scorso, parlando dei migranti al termine del duro confronto con il ministro lussemburghese degli esteri, Jean Asselborn. Matteo Salvini non è Abraham Lincoln e Jean Asselborn non è Thaddeus Stevens ma le parole del Ministro degli Interni appaiono semplici e chiarissime. Tuttavia c’è chi si è offeso. Non ci sono accuse di razzismo, questa volta. Ma il passo è breve, e l’accusa di razzismo è sottintesa, perchè il problema non sono le parole, ma la persona che le ha pronunciate, Matteo Salvini, appunto.  

Poteva offendersi qualcuno della Commissione Europea, a pensarci bene, perchè Salvini stava rappresentando il Vecchio Continente come una terra dove il benessere, il lavoro, i diritti non sono garantiti al punto da rendere “schiavi” i migranti.Una forzatura, forse, a patto che non si vada a Sarno. Ma non si è offesa l’Europa, questa volta. Ad offendersi è stata l’Unione Africana che ha espresso in una nota “sconcerto” per le parole del Ministro dell’Interno, che nella “recente conferenza a Vienna ha paragonato gli immigrati africani a schiavi“. L’Unione Africana ha chiesto che Salvini “ritratti la sua dichiarazione sprezzante, “nell’interesse di un impegno costruttivo nel dibattito sulla migrazione tra i due continenti“.

Non condividetela troppo. Ai giornali mainstream questa notizia non piace. E ne hanno parlato pochissimo.

Pubblicato da Leggilo.Org su Lunedì 17 settembre 2018

E’ opinione dell’Unione Africana che le dichiarazioni non risolveranno le sfide migratorie che affliggono l’Africa e l’Europa“, ha affermato la Commissione dell’Unione Africana. “E’ risaputo che l’emigrazione dall’Italia negli ultimi due secoli è stata il caso più importante di migrazione di massa nella storia europea moderna“, aggiunge il comunicato riprendendo gli argomenti accennati da Asselborn nel corso del diverbio con Salvini a Vienna. Parole, quelle dell’UA che ripetono in maniera poco accorta e senza acume critico i luoghi comuni sulla migrazione degli italiani, trascurando il contesto storico e le caratteristiche radicalmente diverse, tra i migranti italiani – ed europei – e le recenti migrazioni dall’Africa.

 Non ho niente di cui scusarmi“, ha ribattuto qualche ora dopo il vice premier italiano, imputando con ironia a una “traduzione francese” l’interpretazione sbagliata fatta dall’organizzazione panafricana. “Mi limiterò a rimandare il comunicato di qualche giorno fa per smentire qualsiasi equiparazione tra immigrati e schiavi. C’è qualcuno in Europa che li usa davvero come schiavi, ma io volevo difendere i profughi” ha ribadito Matteo Salvini –  e affermare che l’immigrazione di massa equivale a importare nuovi schiavi“. Per il Ministro “qualcuno non è stato in grado di leggere o di ascoltare quello che c’era da leggere e ascoltare. Mi resta il dubbio che a questo organismo sia arrivata una traduzione in francese non corretta“. Forse un riferimento al Ministro lussemburghese degli esteri, Jean Asselborn, che a Vienna canzonava le affermazioni di Salvini con mimica ottusa e maligna. Una caduta di stile. Peccato. Ma nessuno si è mai illuso  fosse un grand’uomo.