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La mamma di Mirko, l’ultimo dei dispersi: “E’ rimasta qui per rivedere il corpo di suo figlio”

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«Io di qui non mi muovo finché non lo trovano». Per quattro giorni, dal momento del collo del viadotto di Genova, quel Ponte Morandi che resterà nella memoria di un intero Paese, una mamma, Paola,  è stata ferma con il cuore spezzato davanti alle macerie di quel ponte venuto giù, aspettando il ritrovamento del corpo di suo figlio Mirko Vicini, 30 anni, ultimo disperso dopo la tragedia. Doveva essere lì, ma il suo corpo era introvabile.
Mirko, la mamma lo ha atteso fino all'ultimo
Poco prima della tragedia Mirko era sotto al ponte Morandi per iniziare il suo turno presso l’isola ecologica della Municipalizzata dei rifiuti, l’Amiu. Il giovane era uno dei due lavoratori stagionali dell’azienda ambientale del Comune di Genova  e si trovava insieme al 57enne Bruno Casagrande dentro il capannone della ‘Fabbrica ecologica. Il capannone è stato travolto da uno dei piloni crollati. Per entrambi non c’è stato davvero nulla da fare.  Il suo collega è stato ritrovato ma di lui non c’era nessuna traccia. Giorni di ricerche ma il suo corpo sembrava essersi volatilizzato. La mamma restava lì, esausta ed ostinata. Voleva vedere il figlio. Capire fino in fondo, provare ad accettare, forse. A vuoto tutti i tentativi di farla tornare a casa, decisa a rimanere finché non avrà notizie del figlio disperso. Non è passata inosservata, Paola. Sei stanca, ti avvisiamo noi. No. Non puoi fare nient’altro torna e riposati per qualche ora, almeno. No. Alla fine l’azienda aveva offerto alla donna un posto letto nella palazzina dello stabile per non farla affaticare. Sì, grazie. E dopo due giorni Paola si era trasferita dall’altra parte del fiume, dove la Croce Rossa, informata di quella donna lì, in silenzio da giorni sulle macerie del ponte aveva deciso di allestire per lei una roulotte. Grazie, sì. Oggi, infine,  stata data notizia del ritrovamento anche del corpo di Mirko Vicini.