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Funerali di Stato, applausi per Salvini, Di Maio e i vigili del fuoco. Fischi per il PD

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Il PD crolla definitivamente con il Ponte Morandi. Crolla insieme ai Benetton e alla Società Autostrade. Non per responsabilità oggettive e acclarate, non ancora. Crolla perchè, il tentativo da parte di certa stampa mainstream e dei Democratici di addossare al Movimento Cinque Stelle parte della responsabilità politica di quanto successo e’ fallito miseramente. E’ fallito perchè hanno usato argomenti minimi dinanzi all’enormità di quello che è successo: “Non volevano la Gronda, lo hanno scritto nel blog di Grillo!”  – hanno tentato di argomentare, in maniera puerile e a dispetto di 39 morti, molte pagine autorevoli. Fingendo di dimenticate che le informazioni sulla sicurezza del Ponte Morandi era la Società Autostrade a darle. Fingendo di non sapere che nel dibattito politico si dice tutto ed il contrario di tutto. Ma quello è il sottobosco: quello che conta,le responsabilità vere sono solo di chi governa o di chi finge di farlo

Il tentativo di creare confusione quindi, e di dare la colpa a tutti per salvare il salvabile non ha prodotto alcun effetto percepibile su Genova, la sua gente, i famigliari delle vittime. Lo si è capito dai fischi che hanno accolto il Segretario del PD Maurizio Martina. Nessuna condiscenda per il passato. Roberta Pinotti anche lei del PD, Ministro della Difesa del Governo Renzi e Gentiloni ha suscitato reazioni simili. Le persone hanno fischiato non perchè Martina o Pinotti hanno responsabilità dirette su quei morti. Ma erano loro a governare mentre su quel ponte, senza che nessuno se ne accorgesse era iniziato il conto alla rovescia. Nessuno se ne accorso: Graziano Delrio sarà stato un ministro senza meriti o demeriti particolari, ma è sembrato più preoccupato a fare e lo sciopero della fame per lo Ius Soli che ad altro. Se cerchi visibilità su questo è per questo che,  alla fine, le persone ti ricordano. Perchè alla fine sembra che non ti sei accorto di nulla, come tutto il PD. Ad essersi accorti che quel ponte era arrivato alla fine sono stati altri. Sono state le 39 persone che hanno fatto un volo da 80 metri a capire tutto, per primi. I loro parenti ora sono davanti ai feretri. Vedono il Segretario del PD e fischiano. Le testate mainstream tentino pure di fare scudo, parlando delle divisioni vere o presunte del Governo sulla revoca della concessione ai Benetton. Parlino degli strafalcioni presenti nel blog di Grillo. Le chiacchiere stanno a zero, direbbe l’ex premier Renzi. Appunto. Stanno a zero, come la credibilità del PD. Non è una buona notizia per l’Italia. Ma la realtà, oggi, è questa. Le testate mainstream se ne facciano una ragione. Il Ponte Morandi è crollato. Il PD è vicino a sparire.

l vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio sono stati accolti da un lungo applauso, con loro il governatore Toti. Anche per il presidente della Repubblica Sergio Mattarella c’è stato un lungo applauso. Ed è stato accompagnato da un lungo applauso l’ingresso dei rappresentanti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. I soccorritori, al lavoro da giorni, hanno percorso la parte sottostante l’altare in omaggio alle vittime del disastro, accolti dai familiari e dai presenti con lunghi minuti di applausi e commozione.

«Il crollo del ponte Morandi sul torrente Polcevera ha provocato uno squarcio nel cuore di Genova. La ferità è profonda, è fatta innanzitutto dallo sconfinato dolore per coloro che hanno perso la vita e per i dispersi, per i loro familiari, i feriti, i molti sfollati. Innumerevoli sono i segni di sgomento e di vicinanza giunti non solo dall’Italia, ma anche da molte parti del mondo». Così ha parlato il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, nell’omelia dei funerali delle vittime. Ma la sensazione oggi, tra fischi e applausi, e che un capitolo della storia recente del nostro paese, un capitolo chiamato PD, si sia chiuso per sempre.