Home Cronaca Genova: “Voci e grda di aiuto sotto le macerie. Continuano a portare...

Genova: “Voci e grda di aiuto sotto le macerie. Continuano a portare i cadaveri”

CONDIVIDI

Il Ponte Morandi è caduto giù per 80 metri sulla sottostante via Fillak, in zona Rivarolo. Al momento del crollo, sul tratto stavano transitando circa 30 autovetture e almeno tre mezzi pesanti. Secondo molte testimonianze, sotto i quasi 200 metri di cemento del viadotto crollato si sentirebbero voci e richieste d’aiuto.  Intanto prosegue la triste processione dei familiari chiamati a identificare i corpi delle vittime al Padiglione Specialità del Policlinico San Martino dove continuano ad arrivare i cadaveri.

L’ipotesi è quella di un cedimento strutturale: nell’area sottostante, a ridosso della ferrovia si è formato una specie di cratere. La circolazione dei treni è stata sospesa e si teme che altre parti del ponte possano crollare.

Ponte Morandi si sentono le voci«I detriti del crollo sono arrivati a 20 metri di distanza dalla mia macchina – ha raccontato un testimone, Davide Ricci, che da Bolzaneto si stava recando a Nervi, e ha visto il crollo del ponte mentre guidava lungo l’argine del Polcevera in direzione Sud, all’altezza del bivio per corso Perrone -. Ho avuto come la sensazione che della corrente passasse dall’alto verso il basso, come se un tirante in sostanza sia stato colpito da un fulmine».

“Due bagliori hanno colpito il ponte. E’ crollato come fosse farina. Ho visto le persone cadere giù”

La testimonianza è confermata da altre persone che in auto si trovavano vicino al ponte Morando prima del crollo. Molti di loro hanno visto «un fulmine colpire il ponte».

Sul viadotto «erano in corso lavori di consolidamento della soletta del viadotto e, come da progetto, era stato installato un carro-ponte per consentire lo svolgimento delle attività di manutenzione». Lo ha dichiarato Autostrade per l’Italia. «I lavori e lo stato del viadotto erano sottoposti a costante attività di osservazione e vigilanza da parte della Direzione di Tronco di Genova. Le cause del crollo saranno oggetto di approfondita analisi non appena sarà possibile accedere in sicurezza ai luoghi», continua la nota, che assicura la «ricostruzione del viadotto nel minor tempo possibile in modo efficiente e sicuro».  A fine 2018, era prevista l’inizio della costruzione della Gronda autostradale di Ponente, una sorta di «tangenziale» con un passaggio sulla Val Polcevera spostato a nord rispetto al viadotto crollato. Il Morandi, nei piani, sarebbe stato destinato la traffico locale. Il destino ha voluto una storia diversa.

«Ringrazio i vigili del fuoco, i soccorritori i professionisti e i volontari che sono intervenuti sin dal primo minuto, che stanno ancora scavando e salvando persone. Purtroppo sono una trentina i morti accertati e molti feriti in gravi condizioni. Oltre all’impegno, ai soccorsi alle preghiere prendo l’impegno con gli italiani di andare sino in fondo ed accertare le responsabilità per un disastro inaccettabile perché non è possibile nel 2018 lavorare e morire in queste condizioni», ha detto, a Catania, il ministro dell’Interno, Matteo Salvini. «Quel ponte l’ho attraversato centinaia di volte, però adesso da cittadino italiano farò di tutto per avere nomi e cognomi dei responsabili passati e presenti. È inaccettabile che in Italia si muoia così…».

Ponte crollato a Genova – è OMICIDIO

Ma come poteva essere agibile un ponte in queste condizioni!?!?Guardate com'era prima del crollo, grazie alle immagini di google maps…Questo è OMICIDIO….qualcuno dovrà pagare per tutto questo.Sono già 35 le persone che hanno perso la vita, non ci sono parole…

Pubblicato da Meteo real time su Martedì 14 agosto 2018