“Quando due tredicenni sparano ad un migrante e per tentare difendere il loro gesto sminuendolo parlando di “goliardata” a perdere siamo tutti noi. Davanti a noi abbiamo un compito fondamentale, importantissimo ed urgente: spegnere il clima d’odio razziale che sta divampando nel paese, recuperare umanità. La parrocchia di Don Massimo Biancalani a Vicofaro, in provincia di Pistoia, da anni realizza ottimi progetti di integrazione: sparare ad un migrante accolto in una parrocchia è un gesto che ha significati ben precisi, perché significa colpire uno dei tanti esempi concreti di integrazione riuscita in Italia. Solidarietà a Don Biancalani e a chi è impegnato tutti i giorni a promuovere una convivenza pacifica“.
Il commento della Kyenge lascia, come spesso accade, perplessi. Non si comprende la ragione per cui il figlio del consigliere PD, quello per intenderci che ha avuto la brillante idea di lanciare un uovo a Daisy Osakue non debba neanche lontanamente essere tacciato di razzismo ma solo di aver commesso una stupidaggine pur essendo di età maggiore rispetto ai due tredicenni di Pistoia. Non una critica nè una reprimenda da Cècile, niente. E forse la Kyenge ritiene che sia stata una “goliardata” quella di Don Biancalani che usava contro il Governo e le politiche migratorie un sarcasmo discutibile e non privo di odio.
Fonti: Ansa, Facebook Cecile Kyenge
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