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Matteo Renzi si difende sull’aereo di Stato

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Matteo Renzi torna a difendersi sul caso dell’aereo di Stato, il così detto “Air Force Renzi“. Il senatore dichiara di aver assistito, con stupore, al diffondersi del colpo di teatro ad opera del vicepremier Luigi Di Maio e Danilo Toninelli ed ammette di essere stato ferito dal ritorno in auge di una vicenda che sperava ormai dimenticata.

Hanno fatto 10 milioni di visualizzazioni” dice, incredulo e contrariato, riferendosi al video in cui i due ministri sono entrati nel velivolo, seguiti da una telecamera, hanno mostrato pubblicamente le caratteristiche del mezzo, sottolineando tutte le incongruenze dell’operazione: per prima il costo eccessivo per un aereo obsoleto. Questo è stato il vero punto critico, a cui sono seguite considerazioni ed ironie varie sulla presunta mania di grandezza dell’ex premier ed ex segretario, al momento “solo” senatore di quel Senato che avrebbe voluto abolire.

Matteo Renzi è visibilmente toccato sul vivo e non fa nulla per nasconderlo. Tenta la contromossa, allora, con un video di risposta a quello dei ministri pentastellati. E’ efficace? No, riteniamo, e non cambierà una virgola sulla percezione, giusta o sbagliata, che gli italiani hanno avuto sulla vicenda dell’aereo e su di lui in particolare. Perchè è la difesa di un uomo in crisi e perchè usa astuzie dialettiche che non riescono a scardinare il punto cruciale della critica mossa sulla questione dell’aereo: i costi esorbitanti per un mezzo obsoleto. Il senatore Renzi, che pur si prende venti minuti per controbattere, dedica alla questione dei costi pochissimi secondi. E allora, conoscendolo, si capisce che è proprio quello il punto che fa male. La spiegazione è puramente renziana: la valutazione sui costi, dice, non è stata mia ma opera di tecnici “pagati” per farla. L’ex premier così glissa sulla responsabilità politica di un’operazione voluta dalla Presidenza del Consiglio quando lui era a Palazzo Chigi. E allora la credibilità della sua controreplica, purtroppo, si ferma qui. Perchè spendere  – e far spendere –  150 milioni di euro per un’aereo senza verificare attentamente i costi ed i benefici, e, nello stesso tempo promuovere un’azione di Governo dispendiosa e fallimentare per abolire il Senato e “far risparmiare 50 milioni di euro agli italiani” è stata un’operazione politica fallimentare e contraddittoria. Ed è per questo che il senatore Renzi, l’uomo che avrebbe dovuto abbandonare la politica se non fosse passato il referendum costituzionale sull’abolizione del Senato, ora parla dal suo studio al Senato e non a Palazzo Chigi e l’unico aereo di Stato che vede è il modellino alla sua destra. “L’aereo? La colpa è dei tecniciLa sconfitta del 4 marzo? La colpa è di Gentiloni“. Renzi è tutto qui, nessuna sorpresa, per il momento. Non basta un suo video a far cambiare idea sull’aereo. E su di lui.

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