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Carlo Vanzina è morto

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«Nella sua amata Roma, dov’era nato, ancora troppo giovane e nel pieno della maturità intellettuale, dopo una lotta lucida e coraggiosa contro la malattia – si legge nella nota della famiglia – ci ha lasciati il grande regista Carlo Vanzina amato da milioni di spettatori ai quali, con i suoi film, ha regalato allegria, umorismo e uno sguardo affettuoso per capire il nostro Paese».

A dare la notizia sono la moglie Lisa e il fratello Enrico. Figlio del regista e sceneggiatore Steno – pseudonimo di Stefano Vanzina – e di Maria Teresa Nati, era il fratello minore dello sceneggiatore e produttore Enrico Vanzina.  Insieme al fratello sceneggiatore Enrico, Carlo Vanzina ha raccontato le vacanze degli italiani e con quelle commedie di successo, a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, ha saputo tratteggiare le trasformazioni del nostro Paese attraverso tanti personaggi talvolta ingenui, talvolta cinici, che hanno fatto la fortuna di tanti interpreti, da Christian De Sica a Massimo Ghini, da Massimo Boldi a Jerry Calà. “Da ragazzino tenevo degli album che riempivo con tutti i film che vedevo e ne vedevo tantissimi – raccontava – scrivevo le mie minicritiche, mettevo già le stellette anche se non si usava, scrivevo tutto il cast dagli attori al direttore della fotografia. Ero un vero malato di cinema”.

Figlio del grande Steno (nome d’arte per Stefano Vanzina) e di Maria Teresa Nati, ha avuto come maestro il grande Mario Monicelli. “Mio padre mi portò da Monicelli che era un suo grande amico e col quale avevano lavorato tanto insieme – proseguiva Vanzina – all’inizio mi trattò malissimo, non voleva certo che mi sentissi privilegiato in quanto figlio di”. Sul set di film come L’armata Brancaleone poco più che ragazzino Carlo Vanzina apprese molti dei trucchi del mestiere “Monicelli era un burbero, un finto cattivo. Mi ha trattato in maniera infernale, ho pianto tanto ma nonostante questo ho serrato i denti e sono andato avanti finché mi ha fatto suo primo aiuto”. Carlo ha imparato molto da Monicelli, soprattutto nella direzione degli attori, lezioni che ha messo in pratica quando ha debuttato come regista nel 1976 con Luna di miele in tre con Renato Pozzetto e Stefania Casini, scritto dal fratello Enrico come sempre sarà con la sessantina di film che hanno realizzato insieme. Il debutto dietro la macchina da presa nel 1976, con Luna di miele in tre. Vanzina ha realizzato una sessantina di film in 40 anni. I suoi primi successi sono del 1982 con la scoperta di Diego Abatantuono (Eccezzziunale… veramente e Viuuulentemente mia), seguiti da Sapore di mare e Vacanze di Natale nel 1983.

Il primo grande successo è Sapore di mare del 1983. Il primo di una lunga lista di film sulle vacanze, avevano scelto quel titolo perché i diritti per Sapore di sale erano già stati acquistati da Neri Parenti, e il titolo portò loro fortuna, il film incassò dieci miliardi di lire. Sulla scia di quello straordinario successo si pensò a una versione invernale, Vacanze di Natale. Il film uscì l’antivigilia di Natale e inaugurò un genere che, con trasformazioni e aggiustamenti, è arrivato fino a oggi.