Home Politica Estera Salvini: “Per le Ong divieto di rifornimento nei porti italiani”

Salvini: “Per le Ong divieto di rifornimento nei porti italiani”

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“Non vedranno più l’Italia se non in cartolina”. Matteo Salvini continua ad opporsi alle libera navigazione delle Ong nel Mediterraneo e annuncia che le navi delle Organizzazioni non governative non potranno utilizzare i porti italiani per i rifornimenti. Quindi niente, dopo il divieto di sbarco dei migranti, niente più approdo a Catania, Augusta o Pozzallo.

Salvini ha detto che gli scali resteranno chiusi anche oltre l’estate e di averne già discusso con il Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli: “emaneremo una circolare che chiude i porti“. Al momento l’unico provvedimento ufficiale adottato è il divieto di attracco per la Open Arms, la nave della Ong catalana Proactiva Open Arms attualmente davanti alla Libia. Un divieto disposto, sottolinea il ministro delle Infrastrutture, “in ragione della nota formale che mi arriva dal ministero dell’Interno e che adduce motivi di ordine pubblico“. Toninelli cita l’articolo 83 del Codice della navigazione, che gli consente di “limitare o vietare il transito e la sosta di navi mercantili nel mare territoriale, per motivi di ordine pubblico, di sicurezza della navigazione e, di concerto con il Ministro dell’ambiente, per motivi di protezione dell’ambiente marino, determinando le zone alle quali il divieto si estende“.

Il Ministro Salvini, che sul ruolo delle Ong ha dovuto fronteggiare un’ondata di proteste dalla vicenda Aquarius in avanti ha finalmente ottenuto l’appoggio della Ue alla conclusione del vertice sui migranti del 28 e 29 giugno. “Abbiamo inviato un messaggio a tutti, anche alle Ong – ha detto il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk a conclusione dei lavori – che devono rispettare la legge e non devono ostacolare il lavoro della Guardia Costiera libica“.

Parole importanti che sembrano, alla fine, confermare la tesi del Ministro dell’Interno: per Salvini le Ong sono “complici” dei trafficanti, non è chiaro chi le finanzi e la loro presenza davanti alla Libia spinge in mare decine di barconi ed ostacola il lavoro della Guardia Costiera libica. Ora anche le conclusioni del vertice Ue, come aveva affermato Salvini nelle settimane scorse, ribadiscono la necessità di non interferire con il lavoro delle autorità libiche.

Intanto le Ong si ribellano. “Distruggere il lavoro delle organizzazioni e la capacità di salvataggio nel Mediterraneo – twitta Msf – porterà solo a più morti inutili in mare. Un costo umano orrendo“. “Non è una buona notizia” aggiunge Sos Mediterranee che tuttavia afferma: “fino a quando degli esseri umani rischieranno la loro vita in mare, noi proseguiremo la nostra missione per cercare, soccorrere, proteggere e testimoniare“.