Home Politica Amendola: “Non sono credente, ma non è carità cristiana chiudere i porti”

Amendola: “Non sono credente, ma non è carità cristiana chiudere i porti”

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Non voglio vivere in un Paese che chiude i suoi porti“. Claudio Amendola, ospite dell’arena organizzata dal “Piccolo Cinema America” al Porto Turistico di Roma a Ostia, ha criticato le politiche sull’immigrazione del nuovo governo e le scelte del ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

Salvini sta dando voce a un sentimento che è più lontano da me di qualunque cosa voi possiate pensare, ma vedo che è un sentimento che purtroppo fa proseliti e che cresce in Italia“, ha detto dopo la proiezione del film “Il permesso – 48 ore fuori”. “Ho intuito che Salvini cavalcava delle sensazioni che sono facili, sono naturali nell’uomo, sono semplici da portare avanti – ha continuato “ma io credo che stiamo perdendo di vista la nostra indole, che è quella di un paese con 4.000 chilometri coste, siamo “partenti” e siamo “arrivanti”. Non possiamo nascondere questa nostra antichissima tradizione: siamo un popolo di mare. Anche chi vive in Padania in qualche modo è un mezzo marinaio“.

Non voglio far parte di un paese che chiude i porti. Tutti noi  dobbiamo avere un pochino di coscienza e di paura, di non lasciare andare questo meraviglioso paese in una deriva che non ci appartiene e non ci è mai appartenuta, credo sia il momento di risvegliare delle coscienze un po’ troppo sopite. Forse se siamo uno dei pochi Paesi europei a non aver mai fatto una vera rivoluzione è proprio perché ogni tanto ci mettiamo seduti e lasciamo che le cose passino e forse questa cosa qua invece non deve passare. Non lo dico per ideologia, lo dico per umanità. Io non sono credente, ma lo dico per umanità cristiana: non voglio far parte di un paese che chiude i porti e lo voglio dire da qua“.

Il pensiero di Amendola ha suscitato reazioni. Trai i primi a rispondere il senatore Ignazio La Russa di Fratelli d’Italia: “Ce ne faremo una ragione ma giuri di mantenere la promessa e di non tornare nemmeno occasionalmente per fare soldi“. In difesa dell’attore è intervenuto Stefano Fassina di Liberi e Uguali: “Un grande abbraccio a Claudio Amendola. È preoccupante che provino a zittire chi dissente da neo-conformismo”.

Ad Amendola ha fatto riferimento Beppe Grillo dal suo blog: “Tutti quanti confidano nelle differenze fra noi e la Lega – ha scritto – perché sono come fantasmi che non riescono a toccare palla nel mondo reale: non gli resta che sfogarsi e invocare disgrazie, come quel premio Strega che si augurava morisse un bambino sull’Aquarius, credevo fosse soltanto un brutto scherzo. Ma dopo neppure 10 giorni si stanno albinatizzando tutti quanti” .

Il riferimento di Grillo è allo scrittore Edoardo Albinati il quale qualche giorno fa, in piena crisi Aquarius aveva detto – senza sapere di essere registrato – di augurarsi che nella nave morisse un bambino, così il Governo si sarebbe trovato nelle pesti

Riguardo alle dichiarazioni dell’attore Grillo ha detto: “Campa pubblicizzando il gioco d’azzardo augura a noi ogni male possibile. Non vuole vivere in un paese con i porti chiusi. Forse temono qualche bisca di stato in meno“. Grilllo ha proseguito:

Riconosco che la parte del leone, nel togliere di mezzo il PD dai comuni di quasi tutto il paese, non e’ stata nostra, non e’ una vittoria del MoVimento” attribuendo il merito agli intellettuali della sinistra “mostrano i canini e ringhiano che siamo fascisti. Hanno perso qualunque forma di contegno. Il livor furioso che si e’ scatenato nei cervelli che fiancheggiano la sinistra – aggiunge – sta tracimando oltre ogni ragionevolezza. Sono talmente arrabbiati che pregano per le disgrazie e le invocano, arrivando a tifare per le buche a Roma