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Estera

«L’Italia non ci ha voluto. Dio sì». Risveglio triste per i migranti, la Spagna non li vuole

Aquarius e la Spagna: la vittoria dell’umanità contro la barbarie dell’Italia: per documentarlo c’era un plotone di 2.500 persone che aspettava i migranti dalla sera prima. Il benevenuto è stato dato in tante lingue, non in italiano. Perchè il Bel Paese non li ha voluti. La frase di un migrante, molto ad effetto, è stata presa a simbolo della vicenda Aquarius e del suo apparente lieto fine. «L’Italia non ci ha voluto. Dio sì». Ma Pedro Sánchez ha parlato. E non sembra Dio

Ma la Spagna ha già chiarito che restano ferme le regole dell’asilo, ragion per cui le pratiche legali che già si stanno imbastendo in queste ore su ciascun migrante dovranno chiarire a breve se ciascuno ha diritto o meno alle varie forme di protezione previste. In caso contrario, alcuni verranno respinti al Paese d’origine, e quindi fine dei sogni di una nuova vita in Europa. Nessun regalo è previsto per nessuno dei 450 uomini, delle 80 donne, sette delle quali incinte, e forse solo ai cento minorenni, la maggior parte dei quali tra i 15 e i 17 anni, sarà garantita la permanenza in Spagna (o in Francia, che pure si è offerta di accogliere una parte di loro). I minorenni verranno sicuramente mandati in un centro specializzato ad Alicante, una chance in più di farcela. La Spagna non è mai stata la terra promessa dei sin papeles. È, invece, un inferno con attese lunghissime che si concludono, nove casi su dieci, in amari rimpatri.

Il premier socialista Pedro Sánchez, accogliendoli e restituendo a tutti il diritto universale per la salute, è stato fermo nel ricordare che chi non ha «le carte in regola, in Spagna non può restare». Il nuovo giorno a Valencia è inziato con spiacevoli notizie: i minorenni saranno portati a Malaga, le donne in attesa e i malati in un’altra unità, sconosciuta, mentre per gli altri li attende un Cie, centro di identificazione ed espulsione che Amnesty International vuole chiudere, come riportato da Il Corriere della Sera.

La Spagna è il paese europeo che dal 2006 attua una severa politica di respingimenti e rimpatri. Nel 2009, all’apice della peggiore emorragia d’immigrati giunti alle Isole Canarie provenienti dalla zona sub-sahariana, ogni mese i voli charter riportavano in Africa dai 15mila ai 25mila rifiutati. Tanto che in Spagna chi vince l’appalto statale dei rimpatri, vince la lotteria di Natale: un affare da svariati milioni d’euro, pagati da Madrid.

Fonte: Il Corriere della Sera

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Redazione

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