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L’Onu sui migranti: “Dovete farli sbarcare”. Salvini: “L’Italia ha smesso di chinare il capo”

Imperativo umanitario dell’Onu sui migranti salvati dalle acque del Mare Meditterraneo: «Fateli sbarcare». Un appello che, sulla vicenda Aquarius,  sembra sia stato accolto dalla Spagna, il cui governo avrebbe acconsentito all’attracco della nave.

L’Unhcr, l’agenzia Onu per i rifugiati, aveva fatto appello ai «governi coinvolti affinché consentano lo sbarco immediato di centinaia di persone bloccate nel Mediterraneo da sabato a bordo della nave Aquarius, come riportato da Il Corriere della Sera. «È un imperativo umanitario, le persone sono in difficoltà, stanno esaurendo le scorte e hanno bisogno rapidamente di aiuto», ha affermato fferma Vincent Cochetel, inviato speciale dell’Unhcr per il Mediterraneo centrale. «Questioni più ampie come quella su chi è responsabile e competente dovrebbero essere esaminate solo dopo», aggiunge.

Intanto il premier Conte ringrazia: “La Spagna accoglie l’Aquarius: avevamo chiesto un gesto solidarietà da parte della Ue, di farsi carico dell’emergenza immigrazione e non lasciarci soli come fatto in questi anni. Il gesto va in questa direzione, non posso non ringraziare le autorità spagnole per aver accolto il nostro invito, e ringrazio i ministri Toninelli e Salvini”.

Il Ministro dell’interno Matteo Salvini segna un punto a favore “Sui migranti – dice – abbiamo aperto il fronte a Bruxelles con il ministro Moavero. Stiamo lavorando di comune accordo perche’ contatti la Commissione europea perche’ adempia a doveri che non sono mai stati rispettati”. Sulla nave Acquarius, destinata ad attraccare in Spagna dopo la chiusura dei porti italiani Salvini esprime” grande soddisfazione per come si va risolvendo la vicenda di questo barcone, ennesimo barcone di migranti. Evidentemente- aggiunge Salvini- alzare garbatamente la voce paga. Cosa che il governo italiano non faceva da tempo immemore. Contiamo da oggi su un nuovo giorno, un nuovo inizio. Abbiamo segnato un punto a nostro favore”. Poi rivela particolari non resi noti dalla stampa: “Avevamo dato indicazione di trasbordare donne e bambini dalla nave Aquarius. Il nostro obiettivo era salvare vite umane. La nave non ci aveva risposto. Il problema è “stato risolto grazie al buon cuore” della Spagna, ha continuato, “evidentemente l’Ue non può andare avanti a buon cuore. Ora lavoriamo sui costi e sui tempi a garanzia dei rifugiati veri” ha aggiunto Salvini. “La settimana prossima incontrero’ 250 ragazze e ragazzi che lavoreranno nelle commissioni prefettizie per l’identificazione. Delle 40mila domande esaminate nei primi 5 mesi del 2018 i rifugiati politici in quanto tali sono stati riconosciuti 6 casi su 100, in altri 4 casi su 100 è stata riconosciuta la protezione sussidiaria. Questi sono i numeri veri, con un importo per i bandi delle varie prefetture di circa 35 euro cadauno, è una cifra sulla quale stiamo lavorando perché voglio che questa cifra rientri nella media europea. Siccome ci dicono sempre su tutto che bisogna fare quello che fa l’Europa, siccome tutti i Paesi europei spendono di meno, anche noi vedremo di spendere di meno”. Matteo Salvini, ministro dell’Interno e segretario della Lega lo dice in conferenza stampa dalla sede del suo partito in via Bellerio, a Milano.

I 35 euro sono il  costo medio al giorno nel sistema di protezione gestito dagli enti locali, finora finanziato dal Viminale. Ai migranti spetta solo un pocket money di 2,50 euro al giorno. Il resto serve a pagare strutture, operatori, costi indiretti: “Sarò curioso di vedere se tutte queste cooperative, questi solidali per professione, se invece di incassare 35 euro al giorno cadauno incasseranno di meno continueranno ad essere solidali, generosi, accoglienti con meno soldi in tasca” aggiunge Salvini.

Intanto dopo il caso Aquarius, che sembrava sul punto di provocare una crisi diplomatica, si è parlato oggi di una seconda nave carica di migranti, la Sea Watch 3 – , al largo delle coste libiche. Alla  nuova emergenza così ha risposto il Ministro dell’Interno su Twitter: «Oggi anche la nave Sea Watch 3, di Ong tedesca e battente bandiera olandese, è al largo delle coste libiche in attesa di effettuare l’ennesimo carico di immigrati, da portare in Italia. L’Italia ha smesso di chinare il capo e di ubbidire, stavolta c’È CHI DICE NO.#chiudiamoiporti»

Da novembre 2017 a gennaio 2018, solo il Sea-Watch 3 è stato coinvolto nel salvataggio di circa 1.500 persone. L’imbarcazione ha portato nella giornata di sabato 232 migranti a Reggio Calabria ed  è ripartito poche ore dopo in direzione della Libia. Giorgia Linardi, responsabile Italia della Ong tedesca dopo le parole di Salvini ha negato di essere impegnata in altri soccorsi in mare, pur essendo la nave effettivamente a sole 30 miglia marine dalla costa libica.

Fonti: Il Corriere della Sera, Ala News

 

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