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Fabrizio Corona torna a parlare: “Ecco tutta la verità”

Fabrizio Corona ha ottenuto il via libera all’uso dei social e a parlare con la stampa. Il tribunale ha stabilito che “l’elemento pubblicitario e mediatico è una componente essenziale” della sua “peculiare attività” e dunque può tornare ad usare i social network e a dire la sua parlando con i giornalisti. L’ex agente non ha atteso molto, per raccontare quello che gli è accaduto, dal suo punto di vista, che giura essere la “verità”. Il primo a raccogliere le sue dichiarazioni è il settimanale Chi di Alfonso Signorini. “Sono un perseguitato” dice. E racconta anche che l’amore con Silvia Provvedi è andato per sempre.

È uscito dal carcere a febbraio ed era subito tornato a far parlare di sé: prima l’episodio dell’auto parcheggiata in un’area pedonale poi quello della  rissa sfiorata davanti a una discoteca milanese, a pochi passi da dove il re dei fotografi abitava con la fidanzata Silvia Provvedi

Anche don Antonio Mazzi ha preso le distanza da lui. Ora però Fabrizio, già tornato ai party mondani parla a Chi e sostiene di essere stato un “perseguitato”. Spiega infatti: “La mia è l’unica versione, quella vera. È stata solo una guerra. Io come singolo individuo contro un macigno più grande e forte di me che non voglio identificare con nessun nome altrimenti, dopo quest’intervista, ricominciamo da capo. E come me, vittima della mala giustizia, ci sono tante brave persone”.

L’ARRESTO – L’ex agente fotografico rammenta il suo arresto nell’ottobre 2016 per la vicenda del denaro rinvenuto nel controsoffitto della casa della sua collaboratrice: “Mi chiama il mio avvocato, Ivano Chiesa, e mi dice tre parole: “Ti devi consegnare”. Avevo due ore di tempo. Riunisco le persone care a casa di mia madre. Arrivati da mia madre, Chiesa mi ha detto che il giudice aveva deciso di sospendere l’affidamento, ma non aveva una spiegazione. Ho abbracciato forte mio figlio, avevo paura, dieci uomini sono venuti a prendermi con modi bruschi, come se fossi uno dei peggiori criminali. Tutto sotto gli occhi di mio figlio. L’ho guardato e gli ho detto: “Papà ce la farà”. Ho incrociato lo sguardo di mia madre e per la prima volta ho provato dolore”.Il racconto si fa drammatico: “Poi ancora una voce: “Tutti fuori. Resta solo il signor Corona”. Mia madre Gabriella sviene. Mi ammanettano e mi consegnano un mandato di custodia cautelare. Il reato: intestazione fraudolenta di beni. Dopo tre ore mi ritrovo di nuovo al casellario di San Vittore. E sento ancora quel rumore: il cancello che si chiude dietro le spalle. Quel rumore è il ritorno all’inferno. Lo sanno tutti i detenuti”.

Dice che quei soldi erano lì da tempo e con uno scopo ben preciso: “Erano lì da marzo 2012. Rappresentavano l’unica ancora di salvezza in caso di una condanna molto lunga da scontare. Erano la pensione per mio figlio”.

SOLO IO ARRESTATO – E aggiunge: “Sì, è un reato, ma sa di che tipo? Un reato fiscale, per il quale nessuno è stato mai arrestato o è finito in galera. Solo il sottoscritto, che negli ultimi sei anni ha pagato quasi 10 milioni di euro di tasse, carte alla mano. La pena per questo reato è una c…. di multa, non l’arresto. Lo dice la legge. Veda i casi di evasione fiscale legati a Valentino Rossi, Luciano Pavarotti e, tra gli ultimi, Gino Paoli. Andate a studiarli”

SOLDI LECITI – Ma, cosa ancora più importante, si trattava di soldi di provenienza lecita. E tiene a sottolinearlo: “Ho dimostrato la provenienza lecita di quei soldi, di ogni singolo euro in un processo durato sei mesi. E alla fine sa cos’è successo? Mi hanno assolto e restituito quasi tutti i soldi, confermandone la provenienza lecita. E la Procura ha sottolineato in positivo la mia “abilità professionale lecita”. Mi hanno arrestato per questioni morali, questioni di odio oggi per me impossibili da spiegare. Ma ho tutto chiaro nella mia testa e nel mio cuore. Posso aver sbagliato, ma ho pagato in modo esagerato. Corona un perseguitato. Stop”.

Ciò che più gli ha fatto rabbia è stata tuttavia l’accusa di associazione mafiosa: “È stata vergognosa. La rabbia che ho provato, difficilmente la sentirò ancora nella mia vita. Un’accusa senza basi fondate, un’accusa che è crollata, svanita, sbriciolata, udienza dopo udienza. Perché la Procura ha aperto un fascicolo alla Direzione distrettuale antimafia? Perché io sono Corona…”

Fonte: Chi

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Redazione

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