Ma qui lady King si è opposta duramente «l’evidenza che abbiamo è un’altra: che probabilmente non soffre, ma che tragicamente tutto ciò che potrebbe dargli un apprezzamento della vita, anche una carezza di sua madre, è irrevocabilmente distrutto».
In altre parole il collegio di togati ha ritenuto che sostenere la vita del piccolo fino a quando possibile rappresenti uno sforzo inutile, perchè il bambino non potrebbe apprezzarlo, in quanto del tutto incosciente: non soffre ma non potrebbe provare nulla, nessun piacere, nessun contatto con il mondo esterno, come riportato da Il Corriere della Sera. Per i giudici il bambino è come fosse in coma, ma senza nessuna possibilità di risveglio, aggravato da una condizione che andrà ad aggravarsi senza alcuna possibilità di recupero. Pertanto tutto l’affanno e il clamore intorno alla vicenda altro non sarebbe che il solo ed esclusivo desiderio dei genitori di stare con il piccolo il più possibile e non lasciarlo andare: sebbene non direttamente, il giudice rileva una dinamica solo egoista e niente affatto altruistica da parte del padre e della madre
Fonte: Il Corriere della Sera
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