L’anziana donna è diventata “famosa” dopo la sua battaglia per non essere sfrattata dalla casetta di legno in cui aveva deciso di vivere dopo il sisma del Centro Italia che aveva raso al suolo la sua abitazione.
Ma sembra non esserci pace per questa anziana signora. Oggi a nonna Peppina è stato revocato anche il contributo per l’autonoma sistemazione, come riportato da TgCom24. Ad annunciarlo è la figlia della signora su Facebook: «La casetta di legno, di nostra proprietà, è sotto sequestro giudiziario. Il container, di nostra proprietà, è stato rimosso dopo ventuno anni, per evitare ulteriori guai. Il contributo – quello concesso dallo Stato ai terremotati che hanno casa inagibile Nda – per l’autonoma sistemazione assegnato a mia madre è stato revocato. A San Martino di Fiastra le Sae – le case di emergenza in sostituzione di quelle crollate Nda – non ci sono e non ci saranno mai. Poche domande mi affollano il cervello: Dove dovrebbe andare mia madre che non ha più una casa? Cosa devono farci ancora?».
Ora la 95enne vive a casa dell’altra figlia, Gabriella, in attesa di poter tornare nella sua casetta di legno a pochi passi dalla sua abitazione di una vita, come riportato dal Corriere Adriatico. Manca ancora l’autorizzazione paesaggistica, ferma alla Soprintendenza delle Belle Arti di Ancona. “Noi abbiamo fatto tutto quello che dovevamo. Ma non riusciamo ad avere l’autorizzazione. Se mia madre non avesse noi figlie io vorrei proprio sapere cose dovrebbe fare”, ha detto la figlia Agata a Cronache Maceratesi. E intanto sono sette mesi che Nonna Peppina non ha una casa.
Fonti: TgCom24, Corriere Adriatico
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