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Cagliari, orrore al supermercato: Sofia, 350 kg di merce cadono su si lei da 4 metri

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SaddiLa piccola era la cosa più bella che avevamo e Sofia ora non c’è più“. La vita della piccola Sofia Saddi si è interrotta presto, ancora prima di compiere due anni, in modo tragico e assurdo, a causa della caduta di un pallet di cartoni per la pizza imballati, dal peso di circa 350 kg, che l’ha travolta e uccisa. Era seduta sul passeggino dalla mamma Valentina Ledda che attendeva, di lì a un mese, la nascita della sorellina Irene. La piccola si trovava nella corsia della Metro di Elmas a Cagliari ed è stata travolta dal “macigno”, sotto gli occhi impotenti dei genitori. Il peso ha schiacciato il passeggino, tanto che le ruote si sono piegate.

I genitori e gli addetti del centro sono subito intervenuti per soccorrerla. Sofia è stata trasportata vicino alle casse del negozio mentre a Elmas è arrivata un’ambulanza del 118, ma nonostante l’intervento tempestivo dei medici, per la piccola Sofia non c’è stato nulla da fare. Sul posto son arrivati i carabinieri della Compagnia di Cagliari e della Stazione di Sant’Avendrace che hanno avviato le indagini.

Era un involucro pesantissimo – ha raccontato disperato il nonno della piccola Sofia, arrivato subito sul posto – la bambina era la cosa più bella che avevamo. La mamma si è sentita male, è incinta, l’hanno portata in ospedale“.

Era il primissimo pomeriggio del 21 ottobre 2016, la piccola Sofia avrebbe compiuto due anni a dicembre. Tre giorni dopo la mamma pubblicò un testo straziante su FB: “A cosa penso? A quanto è ingiusta questa vita…cerco delle risposte che non mi arriveranno mai. Potessi cancellare il 2016 lo farei subito…un anno che mi ha dato solo tanta tristezza…un anno crudele, mi ha portato via due persone più importanti della mia vita. Il mio papà, lo amo tantissimo, l’hai fatto soffrire, dandoci la speranza per ben due volte che potesse farcela e poi l’hai portato via da noi per sempre…e io solo só quanto l’avrei voluto questi giorni con me, un sua parola un suo abbraccio, non sarebbe stato meno doloroso ma più confortante sicuramente, mi sarei sentita più protetta, la protezione che solo un papà ti può dare…poi dopo un mese e mezzo ti sei preso pure l’amore mio più grande, la mia vita. Perché lei? Perché? Era una bambina dolcissima, regalava sorrisi per tutti baci a abbracci, lo dicevo sempre era la bambina perfetta. Forse è per questo che hai voluto che diventasse un Angelo? Ma io non ti perdonerò MAI. E ora mi trovo qui… con il cuore a pezzi, ma che devo riuscire a ricucire velocemente per amare nuovamente un’altra principessa…Lei che in questi nove mesi ha sentito e provato tutto il dolore di quest’anno così triste…. Spero che sia forte come il suo nonnino, e che assomigli tanto alla sua sorella maggiore, anche se saranno due persone diverse. Chissà se riusciremo ad essere dei bravi genitori, ora tutto è cambiato e le paure sono aumentate, ma sono sicura che l’amore per te sarà altrettanto grande. Grazie Piccolo Grande Angelo Sofia, grazie per esserci stata in questi 22 mesi, per averci riempito la vita, regalato sorrisi ed insegnato a sorridere sempre dalla mattina alla notte. Grazie per i tuoi baci e abbracci, resteranno sempre nel nostro cuore, come ci sarai sempre tu…qua a casa tutto parla di te. Ovunque c’è qualcosa di tuo, hai riempito la nostra vita di tanta gioia e ora la tua scomparsa di tanto dolore. Buon viaggio Angelo nostro….mammina e papino (come ci chiamavi tu) un bacio infinito cucciolo mio”

Oggi hanno chiesto il rito abbreviato Maurizio Casalotto Cossu e Fortunato Stochino, rispettivamente amministratore di Metro e dirigente dello stabilimento di Elmas. Due giorni fa l’udienza preliminare davanti al gup di Cagliari, Roberto Cau, rinviata poi al 9 ottobre per la discussione del pm Andrea Massidda. Casalotto Cossu e Stochino sono accusati di omicidio colposo per non aver installato e utilizzato correttamente la scaffalatura, come raccomandato dalla casa produttrice. Archiviatala posizione di una magazziniera che aveva sistemato lo scaffale la sera precedente.