Amici e parenti hanno affollato la chiesa nel suo paese d’origine, dove il sindaco ha proclamato il lutto cittadino. Nessuna delle persone vicine a Giada ha capito i suoi propositi suicidi e nessuno ha scoperto che la giovane non ha frequentato l’università. “Di Giada conoscevamo il sorriso dolcissimo, ma non immaginavamo la fragilità” ha detto il sindaco di Sesto Campano.
Forse la ragazza non è morta invano .A distanza di 48 ore, infatti, è boom di richieste di aiuto per gli studenti universitari. Visto il dramma di Giada – e probabilmente in preda alla paura – hanno trovato il coraggio di chiedere aiuto. Forse perché Giada non era l’unica che costruiva castelli di bugie sulla sua laurea.
Le mail destinate al centro Sinapsi, servizio di assistenza psicologica dell’Ateneo dell’Università Federico II di Napoli, crescono ora dopo ora. Adesso sono arrivate a quota 30: prima del drammatico evento, il centro Sinapsi ne riceveva un terzo alla settimana.Ognuna di queste parla infatti di ragazzi in preda a stati d’ansia causati dalla loro carriera universitaria, quali si dicono bloccati o demotivati.
Fonte: Il Corriere della Sera
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