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Un padre disperato: “Se eravate davvero amici di Nicola dovevate prenderlo a schiaffi”

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nicola
«Nessuno ha fermato mio figlio. Non si può morire così. Questa tragedia non ha senso. Voglio augurarmi che nessuno avrebbe potuto aiutare Nicola. Forse non hanno capito neanche gli amici. Se chi lo ha visto alterato in discoteca, chiunque, lo avesse fermato prendendolo a schiaffi, tutto questo non sarebbe successo». A parlare è un padre, Antonio, che ha perso un figlio di soli 19 anni. Il figlio si era recato in discoteca con degli amici. Dopo le 4 del mattino, in stato di alterazione, si era allontanato e dopo oltre un giorno, è stato trovato cadavere in un vallone. «Fate in modo che non muoiano altri ragazzi. Ai giovani dico: siate amici veri, non solo compagni di viaggio per la durata di un passaggio. Nicola era un fiore di ragazzo, uno sportivo, cintura nera di karate. Andavamo a sciare assieme, amava viaggiare e studiare Giurisprudenza. Era sempre il primo a prendere l’iniziativa, non si fermava mai. Di una razionalità incredibile e di una grande sensibilità»

Eppure qualcosa, o qualcuno, si è intromesso nella mente di questo ragazzo di buona famiglia: studi al Liceo Tito Lucrezio Caro, prima, e poi al Denza. Madre noto e stimato avvocato matrimonialista e papà Antonio Marra che lavora al Consiglio nazionale delle Ricerche.  Iscritto alla facoltà di Giurisprudenza all’Università Luiss di Roma (che frequentava con profitto), aveva una sola sorella, 17enne.

I suoi amici dicono che fino all’ultimo era indeciso se passare la serata a Positano o a Capri, optando poi per la seconda destinazione. “Al Music – racconta Roberto – c’era andato insieme con due amiche di Pozzuoli. In questo periodo Nicola non era fidanzato, non aveva una ragazza fissa. Amava la vita, gli piaceva divertirsi, ma sempre nei limiti e senza esagerare”.

Secondo la trasmissione “Chi l’ha Visto?” – che ha ricostruito le ultime ore del giovane – il giovane è stato notato per l’ultima volta attorno alle 4,30 del mattino. “Ci ha detto che era pronto a tornare a Napoli – racconta una delle ragazze che erano con lui – Ci siamo preoccupate, perché sembrava che piangesse. Appariva come agitato, ma lì per lì non ci abbiamo dato peso. A un certo punto si è anche tolto la camicia, sudava…».

“A metà serata diceva di sentire molto caldo, come se fosse in preda a delle vampate” hanno riferito alcuni testimoni Altri hanno detto di aver visto il ragazzo che provava a scavalcare un cancello sul viale principale di accesso al locale, sotto la pioggia.  Voci tutte da verificare.