Home Cronaca Napoli, rapina finita nel sangue. Gioielliere indagato per omicidio

Napoli, rapina finita nel sangue. Gioielliere indagato per omicidio

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(Websource/Archivio)

Erano in tre e ieri sera hanno preso d’assalto il suo esercizio commerciale. Questo è accaduto al gioielliere che ieri sera ha ucciso a colpi di pistola uno dei tre banditi che hanno tentato di assaltare il suo negozio in corso Durante, a Frattamaggiore.
I tre si sono avvicinati a bordo di uno scooter con il volto coperto da maschere di Hulk.
L’uomo proprietario dell’esercizio commerciale ha trent’anni e nel momento in cui i rapinatori hanno tentato il colpo non si trovava all’interno del negozio, bensì nel suo appartamento al piano superiore.
Accompagnato da un’altra persona e impugnando la propria arma, non appena si è accorto che stava succedendo qualcosa nel suo negozio, è sceso in strada, uccidendo Raffaele Ottaiano, originario di Caivano, colpito dai colpi di pistola del negoziante.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’uomo ucciso avrebbe puntato contro il gioielliere una pistola a tamburo e commerciante avrebbe così reagito esplodendo il colpo ferale.
Nessuna misura cautelare è stata per il momento emessa dalla Procura di Napoli Nord nei suoi confronti.

A commentare quanto accaduto sono in queste ore alcune personalità del mondo politico, come Mara Carfagna, portavoce dei deputati di Forza Italia e consigliere comunale a Napoli.
“La proprietà privata deve essere inviolabile. Nessun cittadino, in qualunque parte d’Italia, dovrebbe temere per la propria vita. In nessun caso chi si difende, con una reazione proporzionata, deve essere considerato alla stregua del delinquente che ha provato a rapinarlo. Il centrodestra considera la riforma della legittima difesa utile e necessaria e per questa ragione l’ha inserita tra i punti del programma col quale vuole governare il Paese dopo le elezioni del 4 marzo. Già in questi anni abbiamo sollecitato la maggioranza a riformarla, ma il Pd, come sempre sordo ai suggerimenti, ha proposto una legge piena di contraddizioni, rabberciata, che, infatti, non è stata approvata”, questo ha affermato, proseguendo: “Bisogna riportare la legalità ovunque. A Frattamaggiore quattro malviventi hanno seminato il panico non solo in una gioielleria, ma, soprattutto, tra la gente, in mezzo ai bambini vestiti in maschera per Carnevale. Provvidenziale è stato l’intervento di un ispettore di polizia fuori servizio, a cui va il nostro più sentito ringraziamento, così come alle Forze dell’Ordine e alla magistratura che hanno già individuato gli altri responsabili”.

Si mostra concorde anche  Daniela Santanchè, oggi esponente di Fratelli d’Italia: “La rapina di Napoli conclusasi nel sangue con il gioielliere che ha estratto la pistola e ucciso il rapinatore riporta l’attenzione sul reato di legittima difesa. Questo rischia di diventare uno dei tanti casi di un uomo costretto a difendersi davanti a uno Stato assente e non in grado di garantirne la sicurezza. Il gioielliere ora rischia di essere incriminato pur avendo esercitato la legittima difesa. Una cosa che non sta in piedi. Se un malvivente entra in casa mia violando la mia proprietà e magari armato io non posso reagire anzi rischio un incriminazione per eccesso colposo di legittima difesa, come dicono appunto a Napoli: cornuto e mazziato. Non esiste, noi proporremo il condono della pena per tutti i cittadini che hanno esercitato la legittima difesa”.

In disaccordo invece, nelle fila della sinistra, il capolista Leu Arturo Scotto che, attaccando il democratico Emilio di Marzio, che aveva scritto su Facebook a commento della vicenda «Uno in meno. Complimenti al gioielliere e al poliziotto fuori servizio», ha dichiarato: “Così emiliodimarzio, candidato Pd in Campania, commenta i fatti tragici di Frattamaggiore. Quando vi dicevo che il Pd oramai parla come la destra, come in questi giorni per Macerata, non stavo esagerando, stavo sottovalutando”.
BC