“Abbiamo scoperto che i tessuti molli erano stati deliberatamente tagliati dalle ossa delle vittime – aggiunge la detective – stiamo anche studiando se il banchetto dei maniaci sia avvenuto mentre Cristina e Juvenal erano ancora vivi. “Gli esperti forensi non hanno ancora dimostrato che cli imputati abbia mangiato parti delle loro vittime, ma le prove indicano questo”. I cadaveri si trovavano in una buca non molto profonda, dopo che i loro vicini di casa ne avevano denunciato la scomparsa. Per la polizia, la sfortunata coppia è stata colpita da una banda locale che era in cerca di 70mila reais brasiliani, al cambio quasi 18mila euro. Si è scoperto anche che la nonna di uno degli adolescenti aveva lavorata come addetta alle pulizia per gli Amaral, e questo pare possa aver fornito forse involontariamente l’idea ai malviventi per agire, convinti che in quella casa ci fossero dei soldi. “Il nipote adolescente della donna, a quanto pare, conosceva la routine delle vittime e questo era un crimine premeditato – ha detto la detective Santos – sembra che i sospettati abbiano perpetrato uno stupro ai danni della donna, poi abbiano ucciso lei, 44 anni, e suo marito 57enne in una sorta di rituale perverso”. La coppia ha subito delle ferite orrende prima di morire. L’uomo in particolare sarebbe stato selvaggiamente picchiato e pugnalato alla schiena, ma non fatalmente: questo perché i malviventi gli avrebbero voluto far guardare mentre sua moglie veniva violentata, come ritorsione per non aver trovato il denaro che cercavano. Il fatto è accaduto tra il 5 ed il 6 gennaio scorsi, dopo 24 ore nelle quali le vittime erano state tenute come ostaggio prima di essere uccise. I sospettati hanno confessato di aver appeso le loro vittime prima che morissero e di aver decapitato la donna, alla quale mancava anche un braccio. I corpi mutilati dei due sono stati trovati bruciati e sepolti insieme in una tomba improvvisata nel cortile della loro casa, tra alcuni rifiuti. Sono stati gli stessi autori di questo orribile delitto ad aver indicato alle forze dell’ordine il luogo esatto. Gli assassini avevano con loro un fucile ed una pistola quando sono stati fermati, e si trovavano nell’auto delle vittime.
S.L.
Fonte: La Prensa
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