La mente era per l’appunto la suocera, Anna Mascipinto, che si è avvalsa dell’aiuto del fratellastro della sposa Vito D’Addabbo, e del pregiudicato Rocco Michele Caringella. I tre sono ora stati arrestati per concorso in omicidio premeditato. Ancora da chiarire il ruolo della vedova che al momento non risulta indagata.
Gli inquirenti hanno spiegato che dopo l’incidente stradale avvenuto il 5 ottobre 2016 c’erano troppi elementi che non tornavano e che non è stato difficile capire che la ricostruzione ufficiale faceva acqua da tutte le parti. Tutto iniziò con la telefonate di D’Addabbo al 118 e ai Carabinieri: “Ho investito un uomo che è sbucato dalle campagne”. “L’uomo – spiega un operatore del 118 – aveva la voce concitata”. All’arrivo sul posto i Carabinieri trovano la Fiat Punto blu di D’Addabbo con il “parabrezza sfondato e vistose ammaccature nella parte anteriore”. Poco più in là Girolamo Pirrone agonizzante che verrà trasportato in ospedale dove morirà cinque giorni dopo.
Le incognite sono subito molte. Cosa ci faceva Pirrone in quella strada a piedi? Ma soprattutto a destare i sospetti degli inquirenti è la data dell’assicurazione della Punto stipulata solo qualche giorni prima quell’incidente.
F.B.
Fonte: Repubblica
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