“Su questa cosa voglio esser chiaro. La battuta nasceva dal fatto che la Meloni ha postato continuamente la foto di questo maiale in giro per Roma. Allora a me da comico è venuto in mente che la Meloni avesse perso il suo maiale, perché di solito chi perde un animale che gli è caro, un gattino o un cagnolino, posta le foto col nome. Ho immaginato che avesse perso il suo maiale, il suo animale da compagnia. Chiaramente, essendo l’universo della Meloni un universo ovviamente di destra, il nome che poteva mettere poteva essere #Petacci, poteva essere Farinacci, Galeazzo Ciano o Benito Mussolini. Ma la mia scelta è stata incidentale, nessuno aveva in mente di offendere o di profanare la memoria della Petacci”.
“E’ venuta fuori la notizia che io avrei detto che la Petacci è una scrofa. Non è vero, la battuta non era quella, ma era che la Meloni ha chiamato affettuosamente il suo maialino di compagnia Petacci. Io non ho mai detto questa cosa, che la Petacci è una scrofa”. Cruciani gli fa notare che la battuta è venuta proprio male e che in molti, lui compreso, non l’avevano capita. Gnocchi replica: “Ma il mio mondo è un mondo surreale. Io parto dalla Meloni che ha perso il maiale, il nome del maiale è incidentale per me. Se qualcuno si è sentito turbato da questa cosa, io ho comunque diritto di fare la satira che è mia e lo rivendico. Ma in questo caso è stata travisata completamente la realtà dei fatti. Quindi non accetto di trovarmi sotto casa Forza Nuova. Io non penso di aver sbagliato niente in questa battuta perché in questo caso Petacci è solo un nome”.
“Non ho paura delle minacce di FN ma sicuramente ti intimidiscono, perché sapere che qualcuno viene sotto casa tua a mettere degli striscioni è una cosa che non è bella, ma con questi di FN potrei anche parlarci. Non lavoro mai contro le persone. Puoi dire che la battuta faceva schifo ma non volevo offendere la Petacci”.
F.B.
Fonte: La Zanzara
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