Il caso, che aveva segnato la fine politica di Marino a Roma. riguardava 54 cene private che l’ex primo cittadino aveva pagato tra il 2013 e il 2015 con la carta di credito del Campidoglio, quella in teoria utilizzabile solo per spese inerenti all’attività amministrativa e politica. Secondo l’accusa Marino aveva spacciato quelle cene private nei giustificativi di spesa per incontri istituzionali. In realtà, secondo gli inquirenti, Marino avrebbe pagato le cene coi soldi pubblici ad amici e parenti, comprese la moglie e la madre, spendendo circa 12mila e 700 euro. Oltre che per i reati di falso e peculato, Marino era stato indagato anche per truffa, in merito ai compensi di alcuni collaboratori fittizi della Onlus Imagine, da lui stesso fondata. Per questa accusa è stata confermata l’assoluzione.
“Mai nella mia vita e nelle mie funzioni ho utilizzato denaro pubblico per motivi personali”, ha detto Marino oggi di fronte ai giudici che lo hanno condannato.
Fonte: Agi
Durante il lockdown del 2020, l'Italia ha riscoperto la potenza della Resistenza e dell'inno partigiano…
Scopri il fascino del grigio-blu, il colore che sussurra invece di gridare. Versatile e moderno,…
Scopri FC 27, un'esperienza di calcio di strada che trasforma la periferia in palcoscenico. Con…
"La Directa", giornale indipendente catalano, rischia sanzioni per aver rivelato l'identità di poliziotti infiltrati, mettendo…
L'articolo racconta la commemorazione annuale della Strage di Bologna del 1980, un momento di memoria…
Scopri come la camicia stile pigiama diventa un capo chiave per l'Estate 2026, offrendo un…