Cristian Noventa, responsabile di filiale del negozio al quartiere San Pio X di Vicenza, ha spiegato: “I nostri clienti sono rimasti positivamente colpiti, ma non sorpresi anche perché una politica del genere non è nuova nel nostro gruppo giacché lo stesso approccio, per esempio, lo abbiamo seguito con il pane”. Quindi ricorda parlando con i quotidiani locali: “Siamo un punto di riferimento importante per il quartiere. La gente si aggiorna sulle nostre offerte, consulta i volantini, scarica l’app sul telefonino: ci conosce bene ed è proprio per questo motivo che la proposta dei sacchetti di carta non li ha colti di sorpresa”.
La novità è piaciuta ai clienti della catena, non solo a Vicenza, ma in tutto il Veneto, come si capisce dalla testimonianza di una donna, riportata da Varese News: “Una piccola novità che ti permette di risparmiare qualche soldino. È un segno di buona volontà che apprezzo”. E la scelta continua a dividere la platea dei consumatori: “I sacchetti bio sono bio per finta perché le colture necessarie per produrre la materia prima necessaria vengono sottratte all’alimentazione. Meglio la carta. O ancora meglio il mercato con la borsa riutilizzabile”, sostiene una giovanissima. Un altro acquirente le replica: “Non cambia nulla rispetto a prima. Hanno scatenato questa polemica solo per gettar fango su Renzi”.
GM
Fonti: Oggi Treviso, Varese News
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