La mossa strategica ha funzionato, poiché l’arrivo di marijuana dal Messico è calato drasticamente (almeno il 40% secondo le fonti americane), ma ha avuto anche un effetto controproducente dato che in contemporanea è stato registrato un aumento di traffico di eroina. La stessa DEA, reparto specializzato dell’FBI, ha confermato che il commercio della Marijuana messicana è calato nettamente già a partire dal 2014, ovvero due anni dopo la legalizzazione della sostanza. Nel frattempo il cartello ha avuto il tempo di riorganizzarsi e modificare il proprio commercio, se prima la Marijuana consisteva in una grossa fetta di guadagno, adesso il profitto da essa derivante è coperto dal commercio di eroina.
A confermare questo nuovo trend è stato il nuovo boss del cartello di Sinaloa, Ismael “El Mayo” Zambada il quale, dopo aver stretto un accordo con il cartello rivale e fermato temporaneamente la guerra intestina, adesso si occupa di gestire l’eredità di El Chapo. Intervistato dal quotidiano locale ‘Rio Doce’ questo ha dichiarato: “Continuiamo a mandare chiva (eroina), perico (cocaina) e cristal (metanfetamine). L’unica merce che è calata è la mota (marijuana)”. Per fare capire in cosa consiste questo aumento, uno dei cuochi di El Mayo ha detto: “Qualche tempo fa cucinavo 40 chili l’anno (di eroina), oggi ne faccio 30 al mese”.
F.S.
Fonte: La Stampa
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