Home Cronaca Messaggi hot alle studentesse, indagato professore di un liceo romano

Messaggi hot alle studentesse, indagato professore di un liceo romano

CONDIVIDI

Lo storico liceo classico Torquato Tasso di Roma è stato sconvolto da uno scandalo riguardante un professore di storia e filosofia che si è preso troppa confidenza con tre studentesse, due delle quali minorenni. Tutto è cominciato quando il docente ha cominciato a mandare dei messaggi privati alle alunne, a cui queste hanno risposto alimentando le fantasie erotiche dell’insegnante. Con il passare del tempo, infatti, i messaggi sono diventati sempre più frequenti, personali ed intimi al punto da convincere le ragazze a cercare aiuto.

Secondo quanto emerso dai quotidiani locali, infatti, le tre ragazze si sono raffrontate sui messaggi del professore, scoprendo di avere in comune le indesiderate attenzioni del docente. Imbarazzate ma desiderose di porre fine a quella situazione, le ragazze hanno confidato ai genitori quanto stava accadendo ed insieme a loro si sono presentate in procura per denunciare l’accaduto. Per provare le loro accuse le ragazze hanno mostrato agli inquirenti i messaggi inviati dal professore che sono stati immediatamente registrati come prova di reato dalla polizia. Gli inquirenti hanno quindi fatto visita al preside del liceo chiedendogli se era a conoscenza dei fatti, questo ha immediatamente negato qualsiasi coinvolgimento ed ha quindi provveduto alla sospensione dell’insegnante attraverso una segnalazione al Provveditorato del Lazio.

La sospensione del professore è solo temporanea in attesa che la procura di Roma concluda l’indagine è prenda una decisione sui fatti contestati. Solo al termine delle indagini verrà deciso se il professore potrà essere reintegrato, se subirà una semplice sospensione o verrà licenziato. Comunque finisca questa vicenda si tratta di un duro colpo per uno degli istituti più prestigiosi della Capitale, un liceo che ha visto passare tra i suoi banchi molti personaggi illustri tra i quali Alberto Moravia, Alessandro Gassman, Giulio Andreotti e il premier Paolo Gentiloni.

F.S.