Immediata la reazione di Renzi che sul tema lo aspettava al varco: “Stavolta Di Maio ha fatto chiarezza, bisogna ammetterlo: lui voterebbe per l’uscita dall’euro. Io dico invece che sarebbe una follia per l’economia italiana”. Seguita poi da quella del Guardasigilli Andrea Orlando: “Voterebbe contro l’euro al referendum ma vuole rimanere nell’euro. E forte di questa linea molto chiara andrebbe a Bruxelles a porre delle condizioni”.
Di Maio in seguito è intervenuto nuovamente con una specie di rettifica e parziale marcia indietro: “L’obbiettivo di governo del M5s non è assolutamente l’uscita dall’euro, ma rendere la permanenza del nostro Paese nella moneta unica una posizione conveniente per l’Italia. Se l’Europa sarà rimasta sorda a tutte le nostre richieste, non sacrificheremo la ricchezza e il benessere degli italiani sull’altare dell’euro”.
“Quello che mi preoccupa è la sfacciataggine di chi mi attacca su questo: i problemi dell’Italia non sono le dichiarazioni di Luigi Di Maio ma l’intreccio fra politica e banche, che abbiamo visto con il ministro Maria Elena Boschi, che è la punta di un iceberg di un sistema che mi preoccupa non poco perché quel sistema `Bancopoli´ non solo determinerà la fine della Seconda Repubblica ma potrebbe essere stata determinata da scelte politiche che hanno visto lo Stato sotto ricatto allora chiedo a chi sa di dire la verità”.
Fonte: Reuters
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