Anna non fa il nome dell’attore che l’ha colpita, ma prosegue il racconto spiegando il motivo per cui ne parla a quasi due anni di distanza dall’accaduto: “I rappresentanti della produzione mi hanno pregato di non far uscire la notizia per non danneggiare il film. Ero umiliata e triste. Sono andata all’ospedale. Mi è stato chiesto dal medico e dall’agente di denunciare ma, ho preferito tacere. E la stessa produzione che, adesso, si erge a moralista nei confronti di un autore al quale legalmente non è stato riconosciuto alcun peccato. Quando sono stata picchiata e ho mandato una civilissima ed educatissima lettera per mettere la produzione al corrente di quello che era accaduto non ho ricevuto neppure una telefonata”.
Oggi l’attrice si pente di non aver parlato prima e sopratutto si pente di aver continuato a recitare nel film e nel seguito accontentandosi semplicemente di un aumento di compenso: “Brizzi mi ha pregato. Ho chiesto che il mio nome diventasse più grande sui manifesti e ho preteso un aumento. Mi hanno detto sì. Ma ho fatto male. È stato difficile tornare sul set e lavorare con quell’attore con il quale non ho più scambiato una parola. Ho sempre pianto durante le riprese. Per fortuna Christian mi consolava”.
F.S.
Fonte: Adnkronos
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