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Roma, la figlia non vuole andare in chiesa e lui la picchia

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(Websource/Archivio)

Roma, la figlia non vuole andare in chiesa e lui la picchia.

Ossessionato dalla fede religiosa non riusciva ad accettare che la figlia adolescente avesse deciso di non partecipare alla celebrazione eucaristica per seguire una strada personale di fede che doveva ancora maturare. La rabbia dell’uomo per la decisione della figlia era tanta che un giorno, dopo una violenta discussione, ha dato un pugno in faccia alla ragazza facendole perdere due denti. Dopo quella aggressione l’uomo è stato denunciato dai servizi sociali ed ora che l’indagine si è conclusa rischia di essere processato per maltrattamenti in famiglia e lesioni.

L’episodio di violenza, risalente al 2015, si è verificato a Roma a casa di una famiglia bulgara di fede evangelista da tempo trasferitasi in Italia. L’aggressione, però, non è stata frutto di una singola lite, bensì di una tensione crescente che si acuiva giorno dopo giorno da circa tre anni. L’adolescente, infatti, aveva maturato la decisione di non seguire il culto del padre nel 2012, quando aveva appena 12 anni. La ragazza si sentiva costretta a partecipare alle funzioni e rivendicava la sua libertà decisionale, la stessa che avevano le sue coetanee con i loro genitori. Il padre, però, non riusciva ad accettare la sua decisione poiché, convinto della propria fede, riteneva insensata la scelta della figlia.

Per anni la giovane è stata obbligata a partecipare alle funzioni religiose e quando riusciva a non parteciparvi era vittima di vessazioni e ripercussioni. Della situazione erano a conoscenza gli assistenti sociali, i quali hanno osservato l’evolversi della tensione ed hanno agito quando è esplosa in una rabbiosa reazione da parte dell’uomo. Adesso la ragazza è affidata ad una casa famiglia ed è finalmente libera di scegliere a quale fede appartenere e se andare a messa ogni domenica o semplicemente quando ne ha voglia.

F.S.