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La figlia di Riina: “Mio padre in certe cose non c’entra” – VIDEO

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(Websource/Archivio)

Lo scorso 17 novembre Totò Riina, il boss di ‘Cosa Nostra’, il mandante della strage di Capaci è morto mentre si trovava ricoverato all’ospedale di Parma. A quasi un mese di distanza dalla sua dipartita, la figlia, Maria Concetta Riina, concede un’intervista a ‘Le Iene’ in cui spiega la sua verità su quello che tutti ritengono come il peggior criminale della storia recente della nostra nazione.

In primo luogo la figlia del boss dice che durante il periodo di latitanza, il padre non si nascondeva né viveva come un ricercato, semplicemente perché non ce n’era bisogno: “Io, mio padre, mia madre e i miei fratelli siamo stati sempre insieme durante la latitanza. Non andavamo a scuola, era mia madre a farci da insegnante perché giravamo sempre, di continuo, non ci fermavamo mai. Lui diceva che per il lavoro dovevamo andarcene in un altro posto”.

Riina, insomma, con i figli cercava di non lasciare trasparire la realtà dei fatti, cercava di regalare loro un’esistenza il più possibile comune a quella degli altri bambini. Nell’intervista Maria Concetta fa emergere un lato del boss che solo lei,  i suoi fratelli e sua madre hanno visto, un lato caratteriale che lo rende, secondo la figlia, un buon padre e un buon uomo. Si può dire che un uomo colpevole di tutte quelle nefandezze sia un buon uomo?

Per Maria Concetta non ci sono dubbi, a suo avviso molti dei reati che gli sono stati contestati non era nemmeno opera sua, anzi sostiene che Totò avesse assunto la funzione di parafulmine per le magagne di altre persone: “Penso che ci sono delle cose che in cuor mio non sono state commesse. Non lo so se era uno stinco di santo, non lo devo giudicare io, sarà il Signore a giudicarlo. L’ha già giudicato del resto, è morto il 17 novembre. Se non era uno stinco di santo sarà all’inferno, se lo era starà in paradiso. Non lo so dove sarà. Per me è stato un buon padre. Io ho le mie buone ragioni per pensare che mio padre in certe cose non c’entra. La sua presenza ha fatto comodo a tanti, si è accollato responsabilità non sue”.

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