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“Sesso per lavorare in tv”, la denuncia di Michela

Michela Morellato (Websource/archivio)

Ora ne parlano tutti e da quando è scoppiato il caso Weinstein/Asia Argento e quello Fausto Brizzi il tema delle molestie sessuali nell’ambito dello spettacolo è oggetto del dibattito quotidiano. Eppure c’è chi aveva denunciato certe cose ben 12 anni fa, ma non ebbe tutto l’appoggio che hanno ora le varie attrici o aspiranti tali che ne hanno parlato.

Lei è Michela Morellato che in un’intervista al Corriere della Sera spiega: “Da settimane tutti parlano dello scandalo Weinstein o di casi simili. Ma nelle trasmissioni tivù vedo interviste a presunte vittime che fanno confusione tra avance e molestie. Poverette: sono ragazze giovani, inesperte. Com’ero io, quando avevo diciotto anni…”.

Qualcuno si ricorderà di lei. E’ la ragazza che con una telecamera nascosta dalle Iene riprese le avances moleste del giornalista sportivo Rai Amedeo Goria: “Aveva 34 anni più di me e non mi piaceva. Quando mi ritrovai sul corpo quelle mani, dissi no. Mi rispose che di ragazze come me, carine e simpatiche, ce n’erano tante e che se lo avessi rifiutato non mi avrebbe preso sotto la sua ala, per aiutarmi a entrare nel mondo dello spettacolo”.

“Sosteneva che funzionava così, che anche nei concorsi di bellezza le ragazze vanno a letto con gli sponsor per ottenere una fascia… Decisi di denunciare pubblicamente quel sistema perché volevo dare un messaggio forte, all’Italia intera e a tutte le donne: non si devono accettare simili ricatti. Venni boicottata: le tivù nazionali mi tennero alla larga. Ma non mi sono mai pentita di nulla”.

Poi dopo la bufera mediatica ci fu un procedimento giudiziario chiuso con un accordo per svariate migliaia di euro. Ecco come spiega la decisione di non essere andata fino in fondo con quella storia: “Un giorno trovai la mia sorellina davanti al computer: leggeva le chat che parlavano del mio caso. La gente diceva cose terribili: che me l’ero cercata, che meritavo quanto era accaduto… Fu terribile. Decisi che non valeva la pena battermi per queste persone, e che era meglio chiudere definitivamente con quella storia. È un episodio che racconto nel mio libro”.

Fonte: Il Corriere della Sera

Pubblicato da
Francesco Baglio

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