Francesco Schettino, 32 morti sulla coscienza: uscirà dal carcere e lavorerà per lo Stato

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Fonti ed evidenze: Ansa, Messaggero

 Francesco Schettino – ex comandante della Costa Concordia – uscirà a breve dal carcere, prima di quanto la sua pena avrebbe previsto. E lo Stato gli ha già trovato un impiego.

Era il 2012 quando 32 persone morirono a bordo della Costa Concordia. Qualcuno supplicava il comandante della nave, Francesco Schettino, di risalire  e tentare il possibile. Come andò tutti lo sappiamo: Schettino abbandonò la nave con ancora duemila passeggeri a bordo.

L’uomo – oggi 61enne – sta scontando i suoi 16 anni di condanna nel carcere di Rebibbia, a Roma. Ma potrebbe uscire ben prima del previsto e gli è già stato trovato un impiego.Certamente  il 61enne non tornerà al timone di una nave, ma a dieci anni dal naufragio della Costa Concordia, Francesco Schettino si sente pronto ad una nuova vita fuori dalla cella, stavolta alle prese con carte giudiziarie e scanner. L’ex comandante della Costa Concordia potrebbe presto uscire dal carcere e dare il proprio contributo alle istituzioni: digitalizzare alcuni dei grandi processi che attraversano la storia del Paese e salvarli dall’incuria del tempo. Da anni l’uomo è impegnato in lavori socialmente utili all’interno della casa circondariale romana. Ora la direzione del carcere ha chiesto che venga impiegato nella digitalizzazione degli atti dei processi di Ustica, seduto dietro una scrivania della Discoteca di Stato. Schettino ha infatti maturato il termine che gli consente di accedere a misure alternative: arrivato quasi a metà della pena potrebbe quindi accedere ai benefici previsti dalla sua attuale situazione detentiva.

Questo tipo di attività viene assegnata solo a detenuti ritenuti particolarmente meritevoli e capaci. I detenuti prescelti devono seguire specifici corsi di formazione prima di poter iniziare a svolgere la mansione. Francesco Schettino già da anni trascorre il suo tempo frequentando corsi universitari in legge e giornalismo e, secondo quanto stabilisce la legge italiana, dallo scorso maggio 2022 ha il diritto di richiedere misure alternative alla detenzione in cella. All’ex comandante, che ha sempre difeso il suo operato, compreso l’abbandono della nave che stava affondando, è giunta adesso l’occasione di ricominciare una nuova vita con una nuova professione. Ai 32 defunti della Costa Concordia, invece, una seconda occasione non è stata concessa. Purtroppo.