Non possiamo nemmeno abortire in pace: noi donne siamo trattate come animali , dice Sabrina Ferilli

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Fonti ed evidenze: Corriere della Sera, Today

La famosa attrice romana Sabrina Ferilli si è espressa riguardo una tematica molto sentita al momento: l’interruzione volontaria di gravidanza. 

Nell’Ungheria del premier Viktor Orban è stato introdotto di recente l’obbligo per la donna di ascoltare tramite ecografia il battito cardiaco del feto prima di procedere con l’interruzione della gravidanza.  Secondo Sabrina Ferilli- e molte altre – si tratterebbe di tortura.

Sabrina Ferilli Instagram

Secondo un’altra lettura, questa decisione del Governo ungherese potrebbe, invece, rappresentare un invito a riflettere bene prima di compiere un passo definitivo da cui, poi, non si può più tornare indietro. L’attrice romana Sabrina Ferilli, da molti considerata l’erede di Sofia Loren, ha deciso di dire la sua sull’argomento e lo ha fatto dal “palco” di Instagram, su cui è molto seguita: “La donna continua comunque ad essere l’individuo al quale sono rivolte più forzature ed umiliazioni. La nostra utilità è solo nel procreare. Come un mammifero qualsiasi. Ma se decidi di prenderti in mano la tua vita, di fare scelte autonome che escono fuori dalle direttive della società, che sono ancora ridotte a moglie e madre… Sono cazzi. Siamo addirittura arrivate alle torture del 2.000 come l’Ungheria chiede… Ogni giorno ci tolgono qualcosa, ogni giorno un’umiliazione in più, meschinamente, nel mondo e da noi. Politici femmine e maschi muti ed inermi. Che orrore. Che pena”.

Il tema dell’aborto, da questione di bioetica e medicina, è diventato il  nuovo campo di battaglia su cui si sfidano – almeno in Italia – Centrodestra e Centrosinistra. Di recente anche l’influencer milanese Chiara Ferragni ha sostenuto – sempre dal palco di Instagram su cui vanta oltre 27 milioni di followers – che, nel caso in cui le prossime elezioni dovessero decretare l’ascesa di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, per le donne diventerà impossibile abortire come, di fatto – a detta di Ferragni – già avviene nelle regioni amministrate da Fratelli d’Italia. Nessuna femminista, dunque, sembra gioire all’idea di vedere, per la prima volta nella storia della Repubblica italiana, una donna nel ruolo di Presidente del Consiglio. E, soprattutto, nessuno sembra interessato a parlare di politiche sociali che, forse – non in tutti i casi ma in molti – potrebbero aiutare molte donne a tenere i bambini che portano in grembo e a non voler interrompere la gravidanza.