Mucca pazza: sta tornando? Ecco dove ci sono casi ed attenzione a questi sintomi

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Fonti ed evidenze: greenme.it

Ci sono stati tre morti sospette nella provincia di Grosseto e secondo alcune indiscrezioni e analisi condotte potrebbe trattarsi del ritorno del morbo della “mucca pazza” di cui abbiamo tanto sentito parlare diversi anni fa.

Si tratta di un uomo deceduto e originario di Grosseto, in Toscana, e quanto emerge dall’autopsia effettuata dagli esperti dell’Ospedale Luca Spallanzani di Roma sul corpo dell’uomo, sembra che ci siano i segnali di un possibile ritorno di questo morbo della mucca pazza che anni fa spaventò non solo l’Italia ma il mondo intero.

Mucca pazza_ sta tornando_ Ecco dove ci sono casi ed attenzione a questi sintomi
Mucca pazza sta tornando? Ecco dove ci sono casi e attenzione a questi sintomi
(pixabay.com)

La regione italiana in cui si sono verificati questi tre casi di morti sospette, forse per un possibile ritorno del morbo della mucca pazza, è proprio quella della Toscana e in particolar modo la città di Grosseto e la Maremma toscana. Le persone coinvolte, tre,  avevano un’ età compresa dai 60 ai 72 anni.

C’è da preoccuparsi?

Tramite l’autopsia effettuata sui corpi dei tre anziani, di Grosseto, deceduti per cause sospette, sembra che la malattia di Creutzfeldt-Jakob fosse alla base della causa dei decessi. Dallo Spallanzani hanno escluso che potesse trattarsi della variante connessa a quel morbo tanto noto anni fa e anche tanto temuto, ossia quello della mucca pazza. Si tratta comunque di una malattia che colpisce uomini in una fascia di età che va dai 40 ai 70 anni.

Gli esami che sono stati effettuati dal team di medici e ricercatori professionisti appartenenti a uno dei centri ospedalieri d’eccellenza della nostra nazione, ossia lo Spallanzani, ribaltano invece questa ipotesi. Sembra invece che il decesso di questo uomo di 61 anni originario di Grosseto sia legato alla variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob  che è appunto definita della “mucca pazza”.

 

Ricordiamo i sintomi che possono allertarci circa un possibile contagio ossia la demenza, le convulsioni, le perdita di memoria e le allucinazioni. Sappiamo che purtroppo non esiste ancora una cura per questa malattia. Vi è un’alta percentuale di mortalità, circa 85%, e l’aspetto grave è che porta alla morte nei primi due anni dall’avvenuto contagio. Infatti solo una minima percentuale,  ossia il 15% dei contagiati sopravvive alla malattia per un periodo superiore ai due anni.