Alessia Pifferi, in carcere per aver fatto morire d’inedia la piccola Diana, riceve regali e denaro

0
70
Fonti ed evidenze: Open, Fanpage

Alessia Pifferi, la 37enne in cella per aver lasciato morire la figlia di 1 anno lasciandola sola a casa per una settimana, in carcere viene coccolata con soldi e regali.

Una mamma che non si è mai pentita di aver lasciato morire la figlia di un anno, abbandonandola sola a casa per una settimana. E non era neppure la prima volta, da quanto ha lei stessa ammesso. Alessia Pifferi non sembra versare lacrime per la morte della piccola Diana. Ma fuori dal carcere c’è chi pensa a lei e le fa avere creme, profumi e persino denaro.

Sono, infatti, decine e decine i regali ricevuti dallo studio legale di Solange Marchignoli, avvocato difensore della 37enne Alessia Pifferi, regali che il legale deve fare avere alla sua assistita che si trova dietro alle sbarre, nel carcere di San Vittore, a Milano. La 37enne continua a ricevere regali che arrivano da tutta Italia: profumi, creme, balsami, smalti per le unghie, libri sul pensiero positivo, elastici, donazioni in denaro. Chi glieli invia? Decine e decine di altre donne che solidarizzano con la presunta assassina della bimba. Alessia Pifferi è stata descritta come “sola e spaurita” dai suoi avvocati durante le ospitate televisive. Secondo gli avvocati che assistono la donna, questi regali servirebbero ad Alessia per stare meglio.

L’avvocato Marchignoli ha recentemente dichiarato che “non c’è una causa più urgente né più giusta del proteggere Alessia da questa medioevale caccia alle streghe”. Secondo l’avvocato, Alessia Pifferi ha bisogno di aiuto ora più che mai e non deve essere lasciata sola. Come non sarebbe mai dovuta essere lasciata sola in un appartamento nel quartiere Mecenate – una zona popolare alla periferia Est di Milano – la piccola Diana. Oltre al rischio che qualcuno potesse intrufolarsi in casa per rubare e fare del male alla bambina, non doveva essere lasciata sola perché ad un anno nessun bimbo è in grado di procurarsi da solo il cibo e l’acqua che gli sono necessari a sopravvivere. Tanto più se i giorni di solitudine sono molti, come nel caso di Diana che fu lasciata sola per un’intera settimana con accanto un biberon, una scatola di tranquillanti e i pannolini sporchi.