Giulia e Alessia, qualcuno le ha viste sedute sui binari “Le mie figlie erano due ragazze responsabili”, dice la mamma

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Fonti ed evidenze: Corriere della Sera, Fanpage

Emergono nuovi particolari sulla morte di Giulia e Alessia, le due sorelle adolescenti travolte da un treno alta velocità nella stazione di Riccione.

Con il senno del poi siamo tutti bravi a fare i conti. Inutile chiedersi se la tragedia di Riccione che ha visto morire due ragazzine di 17 e 15 anni si sarebbe potuta evitare. La realtà è che, ormai Giulia e Alessia Pisanu non ci sono più e i genitori dovranno convivere per sempre con questo immenso dolore.

Il padre, il signor Vittorio Pisanu non voleva lasciarle andare da sole in discoteca ma, alla fine, ha dovuto arrendersi di fronte all’insistenza delle due figli. Con un limite però: dopo la serata trascorsa con gli amici, sarebbe andato lui a Riccione a riprenderle. Ma le cose sono andate diversamente: intorno alle 6 del mattino di domenica 31 luglio, infatti Alessia si è fatta prestare il cellulare da un ragazzo appena conosciuto alla discoteca Peter Pan, ha chiamato padre e gli ha detto che presto si sarebbero fatte accompagnare in stazione. Da lì, poi, sarebbero salite sul primo treno per tornare a casa. La ragazza ha chiesto al papà di non preoccuparsi se lei e Giulia non avessero risposto al telefono: il suo infatti era scarico, mentre quello della sorella le era stato rubato durante la notte.

Il genitore si era tranquillizzato. Non poteva immaginare che quella era l’ultima volta che sentiva la voce delle figlie. Poco prima delle 7 infatti Alessia e Giulia sono arrivate in stazione: quest’ultima, per cause ancora da chiarire, ha tentato di attraversare i binari rimanendo immobile davanti al Frecciarossa in arrivo. La sorella più giovane si è precipitata per tentare di salvarla, ma entrambe sono state travolte dal convoglio in arrivo. Un ragazzo di 32 anni che era presente al momento del dramma ha raccontato: “Ho visto una ragazza seduta nei binari, e l’altra che ha cercato di tirarla via. Ho sentito un botto, un’esplosione, come se fosse una bomba“. La mamma delle due ragazzine non si spiega questo atteggiamento da parte delle figlie che, al contrario, si erano sempre comportate in modo responsabile nonostante la giovanissima età Alessia e Giulia.
. La donna, da qualche mese, si era trasferita in Romania, suo paese di origine. E’ ritornata a Castenaso – Bologna – per dare l’ultimo saluto alle figlie: “È un dolore immenso non trovo nemmeno le parole, una fatica terribile. Tante domande, tanti perché rimarranno senza risposta. Erano due ragazze molto responsabili, non me lo spiego“.