“Il suo telefono squillava a vuoto”, racconta la mamma di Giorgia, una delle ragazze morte in via del Foro italico

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Fonti ed evidenze: Messaggero, Fanpage

Due famiglie distrutte in un attimo. I genitori di Giorgia Arduini e Beatrice Funario hanno perso le loro figlie nel giro di pochi minuti. Sulla dinamica dei fatti ancora molti punti interrogativi.

La mezzanotte di lunedì 11 luglio ha segnato un confine per due famiglie, un prima e un dopo. Prima Giorgia e Beatrice erano vive, gioiose e felici come due ventenni devono essere. Dopo non c’erano più. La tragedia si è consumata in pochi minuti a Roma, in via del Foro Italico.

Uno scontro frontale avvenuto per motivi ancora in fase di accertamento, ha portato via per sempre Giorgia e Beatrice all’affetto dei propri familiari e amici. Raggiunta  dal quotidiano Il Messaggero, la mamma di Giorgia, la signora Nadia Valentini, ha raccontato: “Ci sentivamo tutte le sere a mezzanotte, dopo che finiva di lavorare. Invece domenica il telefonino squillava a vuoto”. La donna vive a Orte, in provincia di Viterbo.  Sulla morte di Beatrice Funario e Giorgia Asia Anzuini la Procura della Repubblica di Roma vuole capire perché in quel tratto tra via del Foro Italico 605 e Tangenziale Est non ci sia il guardrail, ma solo un semplice marciapiede spartitraffico, senza barriere. Secondo gli investigatori se la strada ad alto scorrimento fosse stata dotata di protezioni al centro, queste avrebbero fermato la Citroen C3 – su cui viaggiavano le due ragazze – impedendole di scavalcare la carreggiata e di scontrarsi con l’Alfa Stelvio condotta dal regista Carmine Elia. Probabilmente se ci fosse stato un guardrail le due ventenni non avrebbero fatto la tragica fine che hanno invece fatto.

. Da quanto emerso fin’ora Giorgia e Beatrice, quella sera, viaggiavano a velocità sostenuta. Alla guida c’era Giorgia. Dopo il frontale con il veicolo del regista, entrambe le ragazze sono state sbalzate fuori dalla vettura e quando i soccorritori sono arrivati le hanno trovate riverse sull’asfalto. Elia, come atto dovuto per consentire lo svolgimento delle indagini, è indagato per omicidio stradale anche se, dalle testimonianze raccolte e dalle immagini riprese dalle telecamere  di videosorveglianza, l’uomo non avrebbe alcuna responsabilità nella drammatica vicenda, trovandosi di passaggio lungo quel tratto di strada. Gli inquirenti  hanno disposto accertamenti anche sulle condizioni della strada, per verificare in che stato era l’asfalto al momento del sinistro. Manutenzione stradale della quale, nel caso risultasse carente, dovrebbe risponderne un dipartimento del Comune di Roma