Pordenone, travolge e uccide due cugine di 20 e 24 anni e fugge via con l’auto: il giudice gli riduce la pena

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Fonti ed evidenze: Repubblica, Gazzettino

E’ arrivata la tanto attesa condanna per Dimitre Traykov, l’automobilista che travolse e uccise due giovani cugine lasciandole morire senza soccorrerle. Tuttavia la pena non è quella che si sarebbero aspettate le famiglie delle vittime.

Niente e nessuno potrà mai restituire Sara e Jessica ai propri genitori, familiari, amici. Tuttavia una condanna di 7 anni appare davvero troppo troppo poco per un uomo che non si è nemmeno fermato a prestare soccorso.

Era il 30 gennaio quando Dimitre Traykov – imprenditore 60enne di origine bulgara – sulla A28, intorno alle ore 19.40, all’altezza di Azzano Decimo, tamponava violentemente l’automobile su cui viaggiavano le due cugine Sara Rizzotto, di 24 anni e Jessica Fragasso, di anni 20. Le due ragazze erano decedute sul colpo mentre Traykov si era allontanato dal luogo dell’incidente senza prestare soccorso. L’uomo era stato rintracciato dalla Polizia a casa sua a Pordenone due ore dopo. Nella prima udienza il procuratore Raffaele Tito aveva chiesto la condanna a sette anni e otto mesi di reclusione: sei anni per l’omicidio stradale, un anno e otto mesi per l’omissione di soccorso.

Già parevano pochi ma il giudice per l’udienza preliminare di Pordenone Monica Biasutti ha deciso di fare un ulteriore sconto anche se solo di qualche mese e  ha condannato a sette anni di reclusione Dimitre Traykov. Sei anni sono stati inflitti per l’omicidio stradale, uno per l’omissione di soccorso: otto mesi in meno di quelli chiesti dall’accusa. Non è stata riconosciuta l’accusa di guida in stato di ebbrezza. Eppure quel fatidico 30 gennaio, il 60enne stava guidando alla velocità di 180 chilometri orari la sua Land Rover Freelander con cui tamponò la Fiat Panda delle due cugine. Per le famiglie di Sara e Jessica la pena è del tutto insufficiente, con tutti gli sconti del caso ma si aspettavano una condanna che non scendesse al di sotto dei 10 anni: “Questo significa che le loro vite valevano tre anni e mezzo ciascuna”– ha commentato la mamma di una delle due ragazze morte. Il caso ricorda molto da vicino quello dei due cuginetti siciliani Simone e Alessio D’Antonio travolti e uccisi dal figlio di un boss – che guidava sotto l’effetto di alcol e sostanze stupefacenti – mentre stavano giocando davanti a casa. Anche in quel caso l’uomo lasciò i due bambini agonizzanti in mezzo alla strada. Anche in quel caso i giudici gli hanno ridotto la pena