Il padre di Matias dice perché ha ucciso suo figlio: “Urlava, così l’ho fatto smettere”

0
72
Fonti ed evidenze: Fanpage, Messaggero

Agghiaccianti le parole di Mirko Tomkov sull’uccisione del figlio, il piccolo Matias, accoltellato dal padre a 10 anni. 

Era lo scorso 16 novembre quando Mirko Tomkov uccideva Matias, suo figlio. Il bambino aveva solo 10 anni e si fidava del papà. Matias, come la piccola Elena, non poteva nemmeno immaginare cosa gli sarebbe successo.

Ero ubriaco, Matias gridava e l’ho fatto smettere” – queste le parole sconvolgenti di Mirko Tomkov, attualmente in carcere e accusato di omicidio volontario. Tomkov, manovale di quarantacinque anni, ha raccontato in aula davanti ai giudici della Corte d’Assise del Tribunale di Viterbo i momenti prima del delitto. Ricorda di aver avvolto la testa del bambino con del nastro adesivo, ma non ricorda di averlo accoltellato. L’uomo ha proseguito: “Sono entrato in casa e non c’era nessuno. Sono entrato con le chiavi nascoste fuori. Con un coltello da cucina ho aperto la porta della soffitta. Ho fumato, bevuto e aspettato. Mentre ero lì ho sentito le ruote dello zaino di mio figlio che sbattevano sui gradini e sono sceso. Appena mi ha visto ha urlato di andarmene via“. Il manovale, infatti,  aveva infatti ricevuto un divieto di avvicinamento da parte del giudice a seguito di episodi di maltrattamento avvenuti in famiglia. “L’ho scaraventato a terra e messo nel lavandino del bagno, mentre Matias continuava a gridare. Era fastidioso, per farlo smettere ho preso lo scotch e glielo ho avvolto sulla faccia. Il coltello l’ho preso alla fine, ma non mi ricordo“.

Secondo le ricostruzioni dell’accusa, Tomkov avrebbe coperto il volto di Matias con del nastro adesivo e lo avrebbe accoltellato alla gola. Successivamente avrebbe nascosto il cadavere del bimbo nel cassettone del letto matrimoniale – dove la madre lo ha trovato – e avrebbe sparso la benzina all’interno dell’abitazione. Tanto è lo strazio della mamma del piccolo. Ma tanta è anche la sua rabbia. La donna aveva denunciato ottenendo un ordine restrittivo: Tomkov l’aveva ripetutamente minacciata di morte. Ma ciò non è bastato al suo ex che è riuscito ugualmente ad entrare in casa e uccidere il bambino. La donna, ha ripetuto più e più volte al sostituto procuratore Stefano D’Arma “perché non lo avete fermato?”. Già, ci chiediamo tutti perché. Ma ormai è troppo tardi.