Sperava di guarire ma non ce l’ha fatta: la malattia uccide Nazifa, a 17 anni nominata alfiere della Repubblica

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Fonti ed evidenze: Corriere dell'Umbria, La Repubblica

Nazifa Noor Ahnad, la ventenne arrivata in Italia nel 2008, è morta. Era malata: in Italia sperava di curarsi ma non ce l’ha fatta. Sergio Mattarella le aveva conferito l’attestato d’onore di Alfiere della Repubblica per il suo impegno.

E’ morta, a 20 anni, Nazifa Noor Ahmad. E ora al paese che l’ha adottata e amata non resta che piangere quella bambina divenuta ragazza forte e coraggiosa, dal cuore d’oro.

Nazifa Noor Ahmad / La Repubblica

La giovane era arrivata a Bagnacavallo nel 2008, in provincia di Ravenna, dall’Afghanistan, suo paese natio. Il suo viaggio era stato protetto dal contingente militare italiano e dalla Protezione civile. Inoltre, dieci anni dopo l’arrivo in Italia di Nazifa, Sergio Mattarella le ha conferito l’attestato d’onore di Alfiere della Repubblica per il suo impegno. La ragazza, Volontaria della Croce Rossa, aveva conquistato il cuore di tutti.

Nazifa si è spenta all’ospedale di Padova, mercoledì pomeriggio scorso, dopo un trapianto ai polmoni. La sindaca di Bagnacavallo, Eleonora Proni, fa presente: “Sapevamo che la situazione era delicata, ma la notizia ci ha spiazzato e addolorato tutti. Nazifa era una ragazza molto intelligente e sensibile, una bravissima cittadina e studentessa, da tempo perfettamente inserita nella comunità, era una di noi.

Nazifa era affetta da una grave forma di linfoma. All’età di 6 anni ha lasciato Herat per arrivare in Italia: era il viaggio della speranza di Nazifa per potersi curare, ma non ce l’ha fatta. Al suo primo arrivo in Italia, Nazifa era stata ricoverata presso il reparto di onco-ematologia pediatrica dell’ospedale dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna e in seguito sottoposta a diverse terapie.

Nazifa ha, però, vissuto anche momenti straordinari qui in Italia: nel 2018, Sergio Mattarella, presidente della Repubblica, ha conferito l’attestato d’onore di Alfiere della Repubblica alla ragazza. Un gesto per onorare il suo impegno nel volontariato nonostante le sue condizioni. “Un onore, mi ha sorpreso ha confessato Nazifa credevo fosse normale aiutare le altre persone quando queste persone ti hanno sempre aiutato. Penso che tutti, nel nostro piccolo, dovremmo aiutare gli altri“.

La Croce Rossa Italiana la ricorda con dolore. Non ci sono parole adeguate. Ogni commento sembra superfluo” risponde addolorato Francesco Rocca “Ma non è così, perché la sua breve vita ha avuto un valore immenso: è stata veicolo di speranza e voglia di dedicarsi agli altri per restituire quanto ricevuto”.

Aveva una malattia molto grave, le cure negli ospedali italiani sono state lunghe e talvolta pesanti. Durante i numerosi ricoveri ha sempre mostrato il suo sorriso e ha cercato sempre di essere d’aiuto a chi le stava vicino.

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