L’Ucraina ora vieta di importare, distribuire e vendere libri di autori russi

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Fonti ed evidenze: Today, Giornale della libreria

Il provvedimento del Parlamento di Kiev: vietato emettere, importare, distribuire in Ucraina libri e opere di autori russi.

Anche la cultura paga l’alto prezzo della guerra russa in Ucraina. È stata approvata dal Parlamento ucraino, infatti, una legge che vieta l’importazione per scopi commerciali di tutti i libri russi.

Ucraina vieta vendita libri russi ANSA/ALESSANDRO DI MEO

L’organo legislativo ucraino sta discutendo un disegno di legge che prevede anche di introdurre restrizioni all’importazione e alla distribuzione di prodotti editoriali provenienti dalla Russia, dalla Bielorussia e dai territori dell’Ucraina che non sono più sotto il controllo di Kiev. Dalla morsa restrittiva, si salvano gli autori che sono cittadini ucraini o lo erano al momento della morte, così come quelli che non avevano la cittadinanza russa al momento del decesso. In base al provvedimento, quindi, viene ‘‘vietato emettere, importare, distribuire in Ucraina libri contenenti opere di autori cittadini della Federazione Russa. Questo divieto non si applica ai libri pubblicati in Ucraina prima del 1 gennaio 2023″. Il disegno di legge si propone di “rafforzare le restrizioni legislative sull’importazione e la distribuzione di prodotti editoriali con contenuto anti-ucraino, prevenendo l’influenza distruttiva della Russia sull’Ucraina attraverso il mercato del libro

La messa al bando, stando alla testimonianza sua e di molti altri editori e librai, porterà ingenti danni economici al settore dell’editoria. Al momento, infatti, i titoli importati dalla Russia costituiscono il 55%-60% del venduto totale in Ucraina: si stimano 100 mila copie vendute all’anno. Il divieto di vendita porterà disagi, perdite d’introito e la probabile crescita del mercato nero: un insieme di fattori che renderà quasi impossibile il lavoro di molti editori, librai e grossisti. Da Kiev non sono arrivate notizie relative a eventuali risarcimenti per le mancate vendite e per gli editori ucraini non è fisicamente possibile produrre più di quanto già non facciano, soprattutto per quanto riguarda le traduzioni, che rappresentano un costo proibitivo per molte case editrici. «Il costo medio per una traduzione va dai 3 mila ai 5 mila dollari per libro» spiega Ivan Stepurin – della casa editrice Summit Book, tra le maggiori del Paese «una cifra troppo alta per gli editori ucraini. Con costi di traduzione e di acquisizione dei diritti così alti, le restrizioni porteranno a una carenza di titoli in vari settori del mercato, in particolare in quello educativo e nei classici, in cui l’impatto degli editori locali è sempre stato limitato». Il provvedimento, se riceverà l’approvazione dal Parlamento ucraino, si aggiungerà a un’altra misura già entrata in vigore lo scorso 14 marzo, quando il Comitato di Stato per le trasmissioni televisive e radiofoniche dell’Ucraina ha annunciato il divieto di importazione e distribuzione di prodotti editoriali dalla Russia.

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