Bambini e ragazzi: epidemia silenziosa in atto, ecco cosa succede

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Rabbia, noia, difficoltà di concentrazione, senso di solitudine, sensazione d’impotenza, stress e disturbi del sonno. Sono solo alcuni dei disagi che stanno colpendo i bambini e i ragazzi dopo la pandemia. Approfondiamo.

Ragazzi in disagio
Ragazzi in disagio
(pixabay.com)

Sono circa 2 milioni di bambini e ragazzi, tra il 10 e il 20% della popolazione infantile e adolescenziale tra gli 0 e i 17 anni, che hanno queste manifestazioni di grande disagio.

I bambini e ragazzi che saranno seguiti da uno psicologo o psichiatra tenderanno ad aumentare. Questo quanto stabilito dalla Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza in occasione della Giornata Nazionale  per la Promozione del Neurosviluppo avvenuta proprio qualche giorno fa.

Cosa sta succedendo nello specifico

I bambini in disagio
I bambini in disagio
(pixabay.com)

 

Questi disagi sono la conseguenza e risultato di una serie di disagi come, la situazione economica sempre più sbilanciata, anche le differenze culturali e sociali poi si è aggiunta la guerra nell’ultimo periodo, l’ostilità, l’incomprensione, questi sono tutti fattori che causano dei veri e propri disagi psichici.

Allora la domanda è cosa si può fare per far sì che i nostri bambini e ragazzi non subiscano sempre di più le conseguenze di questi fattori esterni, molto importante ovviamente per loro è proprio il contatto costante con i bambini e ragazzi della stessa età, che permette poi di stabilire dei legami importanti anche con gli adulti al di fuori delle pareti domestiche, con la scuola e quindi con il corpo insegnante oppure nello sporto con i loro coach.

Un elemento molto importante per il genitore è quello di non sottovalutare questi segni di disagio e depressione che si manifestano nella fascia dei bambini e adolescenti. Il dialogo e la comprensione sono indispensabili i questo momento e solo parlando e cercando di comprendere i disagi che l’adulto può aiutare il ragazzo o bambino a uscire, anche se non subito, da questo imbuto di disagio e malessere sociale

Quindi se notiamo i nostri figli chiusi in camera, senza alcuna voglia d’interfacciarsi con il mondo esterno e nemmeno con i loro coetanei, allora dobbiamo agire, senza pensare che sia solo un momento passeggero, che non durerà molto.

Non è sempre così e solo parlando con loro, senza giudicarli o accusarli, che si potrà fare in modo di far sì che emerga la radice del problema.

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