Festa del 2 giugno, il presidente Mattarella non ha invitato al Quirinale gli ambasciatori di Russia e Bielorussia

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Fonti ed evidenze: TgCom24, Sole24Ore

Alla cerimonia, tenutasi al Quirinale, per la ricorrenza della festa della Repubblica italiana due erano i grandi assenti: gli ambasciatori di Russia e Bielorussia.

Alla cerimonia al Quirinale in occasione del 2 giugno due le assenze che sono state notate: quella dell’ambasciatore della Russia Serghey Razov e quella dell’ ambasciatore della Bielorussia, Vladimir Vasilkov. I due non sono stati invitati dal capo dello Stato Sergio Mattarella. Eppure l’Italia continua, ogni giorno, a versare ingenti somme di denaro a Vladimir Putin.

ANSA/ETTORE FERRARI

Nel suo consueto discorso in occasione del 2 giugno, il capo del Quirinale ha dichiarato: “Oggi, l’amara lezione dei conflitti del XX secolo sembra dimenticata: l’aggressione all’Ucraina da parte della Russia, pone in discussione i fondamenti stessi della nostra società internazionale, a partire dalla coesistenza pacifica. Trovarsi nuovamente immersi in una guerra di stampo ottocentesco, che sta generando morte e distruzioni, richiama immediatamente alla responsabilità; e l’Italia è convintamente impegnata nella ricerca di vie di uscita dal conflitto che portino al ritiro delle truppe occupanti e alla ricostruzione dell’Ucraina”.  Mattarella ha sottolineato che  il conflitto in corso non ha effetti soltanto nel teatro bellico ma ha conseguenze sulle vite di tutti noi, a partire dalla sicurezza alimentare di alcuni Paesi passando per le ripercussioni economiche che ogni paese ostile alla Russia avrà o sta già avendo.  “Le conseguenze della guerra riguardano tutti, la rottura determinata nelle relazioni internazionali si riverbera sempre più sulla sicurezza alimentare di molti Paesi; sull’ambito della gestione delle normali relazioni, incluse quelle economiche e commerciali” – ha precisato il Presidente della Repubblica.

Infine l’inquilino del Colle ha voluto ricordare che con la Costituzione l’Italia ha imboccato  la strada del multilateralismo, scegliendo di non avere Paesi nemici e lavorando intensamente per il consolidamento di una collettività internazionale che sia consapevole e, anzi, incrementi l’interdipendenza tra i diversi Stati, sempre nel rispetto reciproco. Pertanto, finché la guerra andrà avanti, gli ambasciatori di Russia e Bielorussia non saranno più graditi ospiti al Quirinale. Sportivi e artisti russi continueranno a ricevere sanzioni ma, al contempo, il premier russo Vladimir Putin continuerà a beneficiare dell’ingente flusso di euro per fornirci il gas.

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