Macerata, sette anziani muoiono improvvisamente in una Rsa: ma non è stato il Covid ad ucciderli

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Fonti ed evidenze: Fanpage, Today

Sette anziani deceduti tutti all’improvviso in una casa di riposo di Macerata. Questa volta, però, il Covid non c’entra nulla.

Per due anni le rsa sono state nell’occhio del mirino a causa dei numerosi decessi di anziani ospiti, molti dei quali sono morti di Covid. Il Trivulzio di Milano balzò agli onori delle cronache in seguito alle accuse mosse dal giornalista Gad Lerner. Accuse poi cadute ad una ad una per mancanza di prove. Con la morte dei sette anziani, spirati all’improvviso, in una struttura di Offida – Macerata – il Covid, invece non c’entra nulla.

ANSA/CESARE ABBATE/ARCHIVIO

Le sette vittime sono state uccise a causa di farmaci somministrati in dosaggi di molto superiori a quelli indicati. A somministrare i medicinali un infermiere  che da anni lavorava nella casa di riposo marchigiana: il 59enne Leopoldo Wick. Ora l’uomo è stato condannato all’ergastolo dalla Corte d’Assise di Macerata. Wick era stato accusato di 8 omicidi premeditati e 4 tentati omicidi premeditati in relazione alle morti sospette nella residenza sanitaria assistenziale avvenute tra il 2017 e il 2018. I  giudici lo hanno riconosciuto colpevole di 7 degli 8 casi di omicidio e di uno dei 4 casi di tentato omicidio.

Leopoldo Wick era stato messo in manette nel giugno del 2020 a seguito di una lunga inchiesta. Nei 18 mesi precedenti all’arresto dell’infermiere i militari avevano interrogato i colleghi di Wick e acquisito le cartelle cliniche di alcuni anziani deceduti all’interno della casa di riposo. Secondo l’accusa il 59enne, senza nemmeno averne titolo, avrebbe somministrato agli ospiti della struttura medicinali non previsti o farmaci prescritti ma in dosi decisamente superiori, che avrebbero causato il decesso di alcuni anziani e il serio rischio di morte per altri. Stando a quanto emerso nel corso delle indagini Wick avrebbe somministrato promazina, insulina e anticoagulanti in quantità eccessive. A far scattare l’inchiesta, nel settembre del 2018, era stata la denuncia di un’operatrice socio sanitaria che si era accorta di alcune anomalie che avvenivano all’interno della Rsa marchigiana. La donna non aveva perso tempo e si era rivolta ai Carabinieri i quali avevano subito riscontrato un picco anomalo di decessi nel biennio 2017/2018 rispetto alle altre case di riposo della zona.

 

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