L’avvocato è certo che i fratelli Banchi se la caveranno. Nessuno ha visto nulla, dice. Era troppo buio

0
191
Fonti ed evidenze: Fanpage, Open

Va avanti il processo per l’omicidio del giovane Willy Monteiro Duarte, ucciso nel settembre del 2019 a Colleferro. I fratelli Marco e Gabriele Bianchi continuano a professarsi innocenti.

Era una sera di settembre 2019 quando ad un ragazzo di appena 21 anni veniva strappata la vita a suon di botte. Quel ragazzo, minuto ed educato, si chiamava Willy Monteiro Duarte. Nel processo per il suo omicidio gli imputati sono quattro: Mario Pincarelli, Francesco Belleggia e i due “gemelli di Artena”, ovvero i fratelli Marco e Gabriele Bianchi.

 

Quest’ultimo, in particolare, continua a ribadire la sua estraneità ai fatti. Prima dell’arringa del legale che assiste lui e il fratello minore, Gabriele ha voluto rilasciare una dichiarazione spontanea nella quale ha ripetuto che lui, quella notte, Willy non lo ha toccato nemmeno con un dito e che, confidando nella giustizia, è certo che presto tornerà a casa a riabbracciare sua moglie e suo figlio. La difesa dei Bianchi non molla la presa e continua a chiedere l’assoluzione per i due fratelli. L’avvocato ha dichiarato che, nonostante i testimoni oculari siano ben 25, nessuno in realtà ha visto cosa è accaduto quella tragica notte di tre anni fa: “Nessuno dei venticinque testimoni oculari poteva vedere con chiarezza quanto successo la notte del pestaggio di Willy Monteiro Duarte. Era buio e nessuno era in grado di vedere con chiarezza quello che stava succedendo a causa della troppa gente” – le parole di Massimiliano Pica, l’avvocato dei fratelli Marco e Gabriele Bianchi davanti alla Corte d’Assise di Frosinone. Secondo Pica, i fratelli Bianchi sarebbero solo un capro espiatorio, vittime della pressione mediatica.

Secondo la linea della difesa solo Marco Bianchi avrebbe colpito Willy ma senza ucciderlo. Secondo il legale, il calcio frontale di cui si è parlato molte volte nelle scorse udienze non c’è mai stato. “La lesività è sulla parte sinistra, dove infatti troviamo i segni. Gabriele non ha colpito Willy e Marco ha colpito un punto che non ha portato alla morte del ragazzo” – ha precisato Pica sostenendo che Willy sarebbe sì morto per le percosse, ma non dei fratelli Bianchi. Massimiliano Pica ha chiesto l’assoluzione per Marco e Gabriele Bianchi e in seconda istanza la derubricazione da omicidio colposo a omicidio preterintenzionale. Presente nell’aula del Tribunale anche la mamma di Willy, Lucia Duarte. La donna, fino ad oggi, non ha mai rilasciato interviste. Tuttavia, dopo aver udito le parole della difesa, non ha più potuto tacere e ha commentato: “Io so solo che ho perso mio figlio e di sicuro non si è ucciso da solo, qualcuno è stato. Per il resto non c’è niente da commentare”.