Willy ucciso a calci senza un motivo, Gabriele Bianchi è sicuro che tornerà presto a casa da suo figlio

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Fonti ed evidenze: Fanpage, Messaggero

I fratelli Marco e Gabriele Bianchi rischiano di passare il resto delle loro vite dietro le sbarre. Per la difesa la pena sarebbe eccessiva. I due, intanto, continuano a dirsi innocenti.

Willy Monteiro Duarte aveva solo 21 anni quando la vita gli è stata tolta a suon di calci e pugni. La violenza è stata tale da arrivare agli organi interni del ragazzo causandone il decesso. E’ stato appurato che i fratelli Marco e Gabriele Bianchi, quella notte del settembre 2019, abbiano usato mosse di arti marziali, disciplina che i due praticano da anni.

 

Nonostante tutte le prove, Gabriele Bianchi – il maggiore dei due fratelli, oggi anch’egli padre – continua a dichiararsi innocente. Durante il processo ha voluto rilasciare dichiarazioni spontanee in aula prima dell’arringa difensiva del suo legale. “Sono tante le cose che vorrei dire. Prima di tutto Willy merita giustizia come la sua famiglia e mi auguro che dopo la sentenza i suoi familiari ritrovino pace e serenità. Vorrei tornare a quella maledetta notte e cambiare tutto. In passato posso avere commesso errori, ma vi prego si credermi che Willy non l’ho toccato con un dito. Ho ascoltato falsità della mia condotta di quella notte. Non sarei mai stato in grado di commettere ciò di cui mi si accusa. Vi ho detto la verità, chi mi conosce sa della mia innocenza. Io non ho perso la speranza credo nella giustizia, credo di potere tornare a casa da mia moglie e crescere mio figlio” – le parole di Gabriele.

Per i due “gemelli di Artena” – così soprannominati per la forte somiglianza –  il pubblico ministero ha chiesto l’ergastolo. Imputati nel processo anche Mario Pincarelli e Francesco Belleggia. Quest’ultimo è stato l’unico dei quattro ad avere ottenuto gli arresti domiciliari. Per lui e Pincarelli il pm ha chiesto 24 anni. Secondo l’accusa si è trattata di un’aggressione becera ai danni di un ragazzino. I legali dell’accusa hanno ribadito: “Noi pensiamo che questo sia un omicidio doloso, volontario e non preterintenzionale“. E stato, inoltre precisato che nonostante il primo calcio a Willy sia stato sferrato da Francesco Belleggia, sono stati i due Bianchi a completare il lavoro di massacro causando la morte del 21enne. Di parere diverso l’avvocato della difesa che continua a sostenere non esserci stato dolo da parte di Marco e Gabriele. L’avvocato Massimiliano Pica ha dichiarato: “La richiesta dell’accusa è un poco eccessiva. Per loro si tratta di omicidio volontario. Si sono basati sulla personalità e hanno dichiarato che sono andati lì per uccidere: ma non è così, assolutamente.

 

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