Giuseppe, per mesi nessuno sa più nulla di lui. Era morto a due passi da casa

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Fonti ed evidenze: Today, Resto del Carlino

Il 77enne Giuseppe Pedrazzini è stato ritrovato vicino alla sua abitazione. L’uomo era scomparso da mesi, nessuno sapeva più nulla di lui. 

Erano diversi mesi che a Toano – in provincia di Reggio Emilia – non si vedeva il 77enne Giuseppe Pedrazzini. Parenti e amici avevano segnalato la scomparsa dell’anziano ai Carabinieri. L’uomo, in realtà, era sempre rimasto vicino all’abitazione in cui viveva con la famiglia.

ANSA/NICOLO’ CADIRNI/ARCHIVIO

A poche ore dal rinvenimento del cadavere del pensionato in un pozzo vicino casa, i Carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Reggio Emilia, hanno sottoposto a fermo la moglie, la figlia e il genero della vittima. I tre sono ritenuti i presunti responsabili della morte del 77enne e dell’occultamento del cadavere. Eppure erano stati proprio loro tre a denunciare la scomparsa dell’anziano. A ritrovare il corpo di Giuseppe Pedrazzini nel pozzo vicino casa sono stati i cani molecolari del nucleo cinofili carabinieri di Bologna. Il recupero del cadavere è stato lungo e laborioso

La moglie, la figlia e il genero di Pedrazzini saranno condotti presso il carcere di Reggio Emilia. L’abitazione e i terreni circostanti alla stessa sono stati sottoposti a sequestro. Secondo l’accusa i tre indagati avrebbero impedito a Giuseppe Pedrazzini di allontanarsi dall’abitazione, sottraendogli documenti di identità e patente di guida. Non solo: al pensionato sarebbe stato impedito di telefonare ai propri familiari. Solo in un’occasione gli fu concesso di parlare con la sorella ma alla presenza della moglie e in modalità vivavoce. La Procura contesta alla moglie, alla figlia e al genero della vittima i reati di sequestro di persona e omicidio in concorso con modalità ancora ignote e da verificare. Accuse che, tuttavia, per il momento, secondo il gip non sarebbero corroborate da elementi concreti. Mentre restano in piedi, anche per il Tribunale,  i reati di soppressione di cadavere e truffa. I tre avrebbero gettato il corpo del 77enne all’interno di un pozzo d’acqua profondo all’incirca otto metri. Gli indagati, davanti agli inquirenti, hanno sostenuto che l’uomo si sia gettato da solo nella cisterna a causa di alcune patologie neurologiche di cui soffriva. Tesi improbabile visto che il pozzo è stato trovato chiuso dal coperchio: coperchio che, ovviamente, non aveva potuto mettere Giuseppe Pedrazzini dall’interno

A completare il tutto la truffa ai danni dell’Inps che continuava ad erogare in favore di Giuseppe Pedrazzini la pensione di anzianità e di invalidità ritirata regolarmente dalla figlia Silvia che aveva la delega. Si tratta dell’ennesimo dramma familiare. Solo pochi giorni fa a Milano un uomo, andando a trovare la madre di 90 anni, ha trovato l’anziana morta accanto al fratello anch’egli senza vita. Non si è trattato di disgrazia: l’uomo, Marco de Marchi, un ingegnere di 56 anni rimasto senza lavoro, ha prima ucciso la mamma– Mirella Pomini – per poi impiccarsi. Da quanto emerso, dopo la morte del padre nel 2018 e la successiva perdita del lavoro a causa del Covid e delle chiusure, soffriva di depressione e non usciva più di casa. Nessuno ha capito in tempo quanto grave fosse la situazione finché non è accaduto l’irreparabile.

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