Burqa e topless in luogo pubblico, stanno bene anche insieme e non voglio vietare nessuno dei due, dice il sindaco

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Fonti ed evidenze: Today, Giornale

Un sindaco ha paragonato il burkini – il tipico costume da agno delle donne musulmane – al topless. Ed è stata subito polemica.

Il diritto di autodeterminazione di ogni individuo – uomo o donna che sia – è sacrosanto e deve sempre essere garantito. Il punto, come sempre, è capire fino a che punto una scelta è davvero libera.

ANSA/MOHAMED MESSARA/ARCHIVIO

L’estate si avvicina e ritorna la polemica sul burkini, il tipico costume da bagno indossato da gran parte delle donne di religione musulmana. Da quelle osservanti, quantomeno. All’indomani dell’uccisione di Deborah Samuel, la studentessa cristiana lapidata e bruciata dai compagni musulmani e nei medesimi giorni in cui in Afghanistan le donne rivendicano il diritto di non indossare il burqua – velo integrale che copre anche il volto, vietato per legge in Italia ma ammesso nei paesi islamici – a Grenoble, paese nel sud-est della Francia, un sindaco si batte per il diritto delle donne di coprirsi in piscina. “L’obbligo di coprirsi, esattamente come quello di scoprirsi, è un marchio del patriarcato. Volete venire in piscina a seno nudo?’ Venite a seno nudo. Volete venire con un costume che vi copre per motivi religiosi? Potete fare anche questo” – le parole di Éric Piolle, primo cittadino ecologista di Grenoble  in una lettera di quattro pagine inviata lo scorso aprile al presidente Emmanuel Macron. Nelle piscine comunali della regione da lui amministrata, pertanto, via libera sia al topless sia al burkini.

La polemica non ha tardato a montare. Da un lato ci sono le associazioni femministe e quelle musulmane che appoggiano l’iniziativa del sindaco. In prima fila c’è la controversa Alliance Citoyenne –associazione finanziata in passato da George Soros – che già in passato si è battuta per il diritto delle donne musulmane di indossare il burkini e che negli ultimi mesi ha sposato anche la causa delle Hijabeuses, le calciatrici musulmane che rivendicano la possibilità di scendere in campo con il velo. Dall’alta sponda c’è l’opposizione conservatrice di cui fano parte l’ex sindaco di Destra, Alain Carignon, e Laurent Wauquiez, presidente della regione, del partito dei Républicains, ci va giù ancora più pesante. Anche le donne musulmane si dividono. Mentre per alcune poter indossare il burkini in una piscina pubblica è simbolo di libertà, per altre vivere in Occidente significa vestire all’occidentale: “Sono musulmana ma vivo in un Paese europeo, sono io che mi adatto, non il contrario” – ha commentato una ragazza musulmana  Sarah, all’emittente francese Europe 1

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