Familiari morti dimenticati, morti in casa di fame e sete. Al funerale compaiono gli altri parenti

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Fonti ed evidenze: SkyTg24, Repubblica

Il dramma della famiglia Canullo ha scosso tutto il Paese. Ai funerali oltre un centinaio di persone per dire addio ad Eros, Angela e Alessandro. Ma il dramma ormai si era consumato.

Lo scorso settembre l’ottantenne Eros Canullo è stato trovato senza vita nella sua abitazione, una villetta in Borgo Santa Croce a Macerata. Accanto a lui la moglie Angela Maria Moretti, di anni 76 e il figlio Alessandro di 54 anni. Anch’essi giacevano morti. I tre erano morti già da tempo. Solo dopo l’autopsia è venuto a galla che  Angela e Alessandro – entrambi disabili – erano morti di fame e sete. Dimenticati dal mondo, ai loro funerali erano presenti oltre un centinaio di persone. Ma ormai era troppo tardi.

ANSA/ UFFICIO STAMPA CARABINIERI /ARCHIVIO

La storia della famiglia Canullo non può e non deve lasciare indifferenti. Eros Canullo, ormai 80enne, era stato lasciato solo ad occuparsi della moglie rimasta inferma dopo un ictus e del figlio, impossibilitato a muoversi a seguito di un incidente avvenuto diversi anni prima. Una volta che l’uomo è venuto a mancare per un malore, i due disabili sono stati lasciati da soli e si sono spenti lentamente per la fame e la sete. Eppure i servizi sociali del Comune sapevano: un conoscente, un anno prima, aveva segnalato la situazione di isolamento in cui versavano Eros e i suoi familiari. A quanto pare, però, in un anno, nessuno è intervenuto. Anche gli amici e i familiari della famiglia si erano allontanati ormai da tempo. Eppure, come spesso accade, ai funerali erano presenti oltre un centinaio di persone per ricordare le tre vittime.  Uno dei fratelli di Angela, la moglie di Eros Canullo, durante la funzione è intervenuto e dal pulpito ha detto: “Quello che è successo a mia sorella Angela è una di quelle tragedie di cui nessuno  avrebbe voluto essere testimone”. Un nipote, invece, ha commentato: “Quando succede una triplice morte non si capisce nulla, siamo rimasti sconvolti”. Oltre ai familiari venuti da altre città e agli amici di Alessandro, era presente anche il sindaco di Macerata, Sandro Pescaroli, e la vice sindaco oltre a quasi tutti i consiglieri comunali. Purtroppo, però, orami era tardi: i due disabili si sarebbero potuti salvare se qualcuno si fosse premurato di andare a controllare la situazione.

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